Rabbia Higuain, finisce in panchina: «Ma io sto bene»

Cupo e spettrale. Come mai prima d’ora alla quarta di campionato. Semivuoto, come se fosse una banale notte da Coppa Italia o da Europa League. O peggio ancora, come se fossimo già a maggio a raccogliere i cocci di una stagione disastrosa. Nello stadio San Paolo che attende il Napoli, ci sono soltanto rabbia, pessimismo e scoraggiamento. Ma soprattutto, purtroppo, diffidenza e sfiducia. Gli unici applausi sono stati per Higuain che a sorpresa si è seduto in panchina, perché Benitez ha deciso di non schierarlo per buona parte della gara: «Da questa situazione si esce con la testa e con il cuore», è il pensiero affidato a un tweet. Poi a Sky spiega l’esclusione: «Il mister decide chi gioca e chi no. Ma io sto bene. Ci sono tante partite davanti a noi».

La telecamera inquadra unvolto sfiduciato, quasi rassegnato. E la partita non è nemmeno cominciata. Higuain guadagna la panchina con passo lento, quasi stanco, sguardo rivolto verso il basso. Questa volta è lui l’escluso eccellente di turno. Segue le palpitanti fasi iniziali de lmatch senza battere ciglio, insomma è deluso. « Nessun problema fisico, stavo bene, è Benitez che fa la formazione»: il tono non è polemico ma perplesso sì. Avrebbe voluto giocare la partita del riscatto, la sua fugace apparizione nel finale non ha lasciato traccia. Non ha fatto la differenza come si aspettava Benitez, ormai nemmeno più Gonzalo fa miracoli. Ripete il ritornello: «Questa volta l’allenatore ha deciso una formazione senza di me, va bene lo stesso perché tocca a lui mettere insieme gli undici da mandare in campo». Smaltito l’affaticamento muscolare, prima o poi sarebbe toccato anche a lui il turn-over, forse il centravanti argentino se lo sarebbe aspettato per la trasferta di Sassuolo, ieri sera no. Higuain è tra i più nervosi in questo avvioì di stagione, smania dalla voglia di mettersi in mostra e di fare gol in campionato, dopo quattro giornate è ancora all’asciutto. Non è da lui, così come non rientra nelle sue abitudini fare aperta polemica, però bisogna saper leggere dentro le frasi di circostanza. «Ci sono tante partite da giocare, la stagione è appena all’inizio, quando il mister decide di mettermi dentro, io ci sarò sempre». Appunto, il problema è questo, lui vorrebbe esserci in ogni gara, e se avesse potuto decidere, mai avrebbe fatto un passo indietro in quella che immaginava sarebbe stato il match del riscatto, per lui e per il Napoli. «L’estate è stata un po’ strana, ho fatto poche vacanze dopo il Mondiale e sono rientrato anche in anticipo. E poi quando ho giocato sono stato in campo sempre novanta minuti: però mi sento bene, non ho alcun problema fisico e sono pronto.Vediamo di partita in partita cosa deciderà Benitez». Di sicuro non lo lascerà fuori tra tre giorni a Reggio Emilia, un appuntamento che potrebbe e dovrebbe diventare decisivo per la permanenza dell’allenatore spagnolo. La precisazione del Pipita ha quasi il sapore di un monito: «Manca tantissimo alla fine dell’anno e tantissime sono le partite: sono pronto ma non decido io».

Il Mattino

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