Hamsik da re a casa sua, il Napoli ritrova il sorriso

Tutto come in un romanzo strappalacrime. Lui che segna e che poi fa il cuoricino con le mani verso l’angolo dello stadio dove ha raggruppato la sua tribù; la gente che applaude, l’eroe che ricambia timidamente, la curva azzurra che esulta. Napoli 1-Slovan 0, firmato Marek Hamsik. Dovrebbe finire così e sarebbe una sceneggiatura perfetta per il prossimo cinepanettone dei De Laurentiis. E invece Marekiaro vuole regalare al suo pubblico, vecchio e recente, pure la ciliegina. Ecco allora il cross sulla testa di Higuain, entrato in campo da 47 secondi. Il Napoli raddoppia, don Rafé, sazio, concede saggiamente al gran protagonista la standing ovation.

Quei mille Applaudono tutti però fanno più rumore i mille venuti dall’Italia, per la verità, che i novemila locali. Ed ecco, dopo il risveglio del bello addormentato, la seconda nota lietissima di questa trasferta di coppa: il riavvicinamento del popolo alla sua fede. Guardate che Bratislava è lontanissima da Napoli, eppure ieri sera in questo stadio ormai superato (lo Slovan se ne sta costruendo uno tutto suo) il settore ospiti era più affollato di quello riservato agli ultras slovacchi: sì, è stato davvero un bel segnale.

Che amicone Certo, ora che Benitez ha ritrovato il sorriso e Hamsik (si spera) le certezze sulla sua classe intatta e sul ruolo da primattore che può ancora ricoprire in uno schema che comunque non gli è congeniale, bisogna pur dire che ad agevolare la confezione di questa favoletta è stata l’uscita a farfalle del portiere Dusan Pernis, che è pure il capitano dello Slovan. Non poteva trovare serata migliore per commettere questa papera, Hamsik alla fine gli avrà senz’altro regalato la maglia: è stato un amicone (ma sono solo compagni di nazionale).

Supremazia La superiorità tecnica degli azzurri (in maglia jeans) è parsa in ogni caso evidente sin dalle battute iniziali, solo che il ritmo non elevato consentiva allo Slovan di restare nel match. Quando Koulibaly ha pensato di cercare Hamsik con un lungo lancio e il portiere ha spalancato all’attaccante l’opportunità di colpire di testa infilando la rete sguarnita, il Napoli non aveva ancora portato insidie credibili. I due buoni palloni capitati sul piede di De Guzman erano stati sciupati da questo giocatore ancora da scoprire (come Michu, in tribuna: ma quando giocherà?). Ieri si è visto chiaro, però, che De Guzman rispetto a Insigne e a Callejon è meno ala, nel senso che tende ad accentrarsi, il che gli permette di arrivare abbastanza a sorpresa in zona tiro. A quel punto, dovrebbe calciare meglio.

Quel Lopez Inserendo sei uomini freschi rispetto al Sassuolo, Benitez ha voluto rivedere David Lopez, che si è confermato un centrocampista geometrico, dal passaggio preciso e dalla buona personalità. Insomma un’alternativa affidabile a Jorginho e Inler, mentre Gargano resta il più difensivo del quartetto. Una volta sbloccato il risultato (secondo successo consecutivo senza subire gol), il Napoli ha gestito con la necessaria serenità lasciando però a Milinkovic (partito in panchina, è stato il migliore dei suoi: questi allenatori…) alcune opportunità. Va detto che Mertens ha trovato la traversa su un’eccellente conclusione dal limite e Callejon è stato fermato rudemente a cavallo della linea bianca dell’area. Così è toccato a Higuain mettere fine alla gara. Da par suo.

La Gazzetta dello Sport

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