Il Gabbiadini-show porta il Napoli agli ottavi su una carrozza dorata: un assist al bacio e un gol di altissima classe e dopo appena 27’ il Trabzon si ritrova fuori concorso. Non è pensabile, adesso, che Benitez releghi di nuovo in panca, come accaduto alla Favorita, il neo acquisto di De Laurentiis. L’ex doriano (già molto rimpianto dalla Samp) continuando così diventerà un punto fermo anche della Nazionale. Punta moderna (ieri ha fatto pure numerosi ripiegamenti pur avendo le spalle protette da un diligente Henrique) sta dimostrando a ogni partita una condizione psicofisica esemplare, che oltretutto lo ha portato a bersaglio quattro volte in cinque gare. Ma quel che più conta è la sua disponibilità a faticare per la squadra. Entusiasmante la cavalcata con la quale ha disegnato una diagonale destra-sinistra per concludere la sgroppata con un traversone rasoterra dai giri contati per l’accorrente Higuain: elementare il tocco in rete del centravanti da pochi passi.
CHE PRODEZZA Ancora più esaltante per il popolo azzurro (trecento «pazzi» sono arrivati anche quaggiù) il numero che Gabbiadini regala sulla verticalizzazione di Albiol che lo raggiunge appena entro l’area, spalle alla porta. Beh, Manolo addomestica lo spiovente esibendosi in un elegantissimo quanto difficilissimo controllo in giravolta con tocco sull’uscita del portiere «al buio», nel senso che l’attaccante azzurro ha «sentito» la porta più che vederla ed è riuscito a piazzare la sfera fra le gambe di Arikan.
AGGRESSIONE Il Napoli ha aggredito subito un avversario modesto e con gli uomini contati (solo tre riserve in panca), cogliendolo impreparato già al 3’ quando Higuain si è visto ribattere dal portiere un diagonale di sinistro da posizione defilata. Altri 3’ di pressione e al terzo corner ecco Gabbiadini spedire un traversone radente sul quale l’arrembante Koulibaly ci mette il piede: la respinta del portiere schizza verso il centro area dove Henrique ha un riflesso prodigioso: la sua inzuccata supera Arikan. Da notare che nell’area turca i protagonisti di questo gol sono stati due difensori: è il dettaglio che illustra meglio la grande determinazione del Napoli nel controllare subito la sfida.
REAZIONE Con tre reti sul groppone, oltre alla traversa colta da Higuain dopo uno slalom in dribbling da applausi, e nessun tiro verso la porta difesa da Andujar, una delle otto novità proposte da don Rafé per dimenticare lo smacco di Palermo, il Trabzon avrebbe potuto alzare bandiera bianca. Invece il suo smisurato orgoglio ha conferito anche alla seconda parte della serata, sia pure scontatissima, un certo interesse. Andujar ha dovuto svolgere un lavoro di pura routine eccezion fatta per una parata in tuffo su conclusione da fuori di Zengin. Però la partita si è mantenuta veloce e interessante fino all’ultimo minuto quando Zapata, sostituto di un soddisfatto Higuain, ha calato il poker sfruttando un’azione di Callejon.
ERRORACCI Accanto alle fasi spettacolari dobbiamo segnalare pure due erroracci. Cardoso si è divorato il 3-1 da tre metri, ma uno sbaglio ancora più grosso l’ha commesso Mertens fallendo un rigore concesso per un evidente quanto inutile fallo di Atik sullo stesso belga. Mertens ha calciato a lato, chissà perché sul dischetto non si è presentato Gabbiadini (forse non è ancora considerato un leader?).
La Gazzetta dello Sport