Milan, il problema sta nel mezzo: manca la fantasia

Campionato nuovo, Milan vecchio. Può bastare una sconfitta per rimettere in discussione tutti i segnali positivi dell’estate? Sì, se si pensa negativo dopo il ko di Firenze. No, se si analizza con più equilibrio il momento della squadra di Mihajlovic. Che non era da scudetto dopo aver battuto il Perugia in coppa Italia e non è da decimo posto dopo aver perso su un campo difficile, contro una grande Fiorentina, giocando in 10 contro 11 per più di un tempo.

Subito un’espulsione, per la squadra che ne aveva rimediate più di tutti nello scorso campionato, 13.Una vecchia abitudine che il Milan si è portato anche al Franchi insieme ad altre ancor più preoccupanti: l’approccio iniziale sbagliato innanzitutto, con un atteggiamento rinunciatario e non coraggioso come vuole Mihajlovic e le amnesie difensive. Già prima dell’espulsione di Ely, la Fiorentina aveva avuto due chiare occasioni da gol e Diego Lopez a fine partita è stato il migliore del Milan, come succedeva troppo spesso nella scorsa stagione.

Ora viene il difficile per Sinisa che ha deciso con coraggio di puntare su due giovani centrali in difesa, 41 anni in due per Romagnoli ed Ely e non poteva aspettarsi che giocassero come due veterani da subito. L’allenatore dovrà cambiare la mentalità del Milan anche sul campo, dopo averlo fatto fuori dove tutti gli riconoscono una leadership che non si vedeva da tempo a Milanello. Non firmerebbe per il terzo posto, ma non si era neanche illuso che bastassero 50 giorni di lavoro per passare dal decimo posto alla Champions League.

E sa bene come non siano sufficienti rinforzi in attacco dove è in arrivo Balotelli. Già prima della sconfitta di Firenze si era capito quanto manchi un regista a centrocampo, reparto che ha bisogno di fantasia e fosforo per velocizzare la manovra. Il solito De Jong là in mezzo, come con Inzaghi non può dare gioco e dinamismo alla squadra soprattutto contro le grandi e non bastano gli inserimenti di Bertolacci e Bonaventura. Restano pochi giorni a Galliani per trovare un uomo che dia la svolta al centrocampo, oltre a Soriano che sarebbe impiegato da trequartista o da interno. E’ là in mezzo che bisogna colmare un vuoto.

Fonte: SkySport

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