Sampdoria, Zenga: “Il Frosinone gioca per la maglia, dobbiamo farlo anche noi”

GENOVA – A due settimane dal pareggio interno con l’Inter, la Sampdoria va a far visita alla matricola Frosinone, con l’obiettivo di risolvere il mal di trasferta: degli undici punti raccolti finora dai blucerchiati, solo uno è stato raccolto lontano da Marassi, alla seconda giornata in quel di Napoli. Per Walter Zenga, la chiave può essere l’attaccamento alla maglia: “Affrontiamo una squadra in forma – spiega alla vigilia della gara del Matusa – che viene da tre buonissime partite, anche se ha vinto solo una di queste. Giocano corti e hanno un grande senso di appartenenza, danno grande valore al gruppo. E questo vorrei vedere anche ogni volta che scende in campo la mia squadra, se vogliamo vincere bisogna fare capire cosa vuol dire vestire i colori della Sampdoria”.

“UN BENE CHE IL FROSINONE SIA IN A” – La trasferta di Frosinone è un’occasione per parlare delle realtà più piccole del massimo campionato, la cui presenza è positiva per il trainer doriano: “Alla Serie A e al calcio fa bene che ci siano realtà come quelle di Frosinone, Carpi e pure Empoli – afferma Zenga – Il modulo? Abbiamo provato il 4-4-2, ma anche il 4-3-3 o la difesa a tre. Sono soluzioni che bisogna essere in grado di avere a gara in corso”.

“UNA MIA REGOLA? NON SACRIFICARE L’OGGI PER IL DOMANI” – L’allenatore milanese non ha parlato solo in conferenza stampa, ma anche ai microfoni di Deejay Football Club, iniziando dal suo libro: “In questi giorni è uscito nelle librerie ‘Coach’, un racconto interessante, basato su esperienze raccolte in tre continenti e sette differenti nazioni – spiega l’ex Uomo Ragno – Al suo interno, le mie regole e tanti aneddoti: uno ad esempio riguarda quanto sia importante non sacrificare l’oggi per il domani. In Romania feci di tutto per arrivare in finale di coppa sacrificando un po’ il campionato, risultato? Persi le ultime tre e pure la finale”.

“CASSANO HA MESSO LA TESTA A POSTO” – Della sua seconda vita blucerchiata, invece, parla come un traguardo: “Questo è un punto d’arrivo per la mia carriera, sono orgoglioso di essere al Doria – garantisce Zenga – Chi è Ferrero? Il presidente della Samp, il mio presidente. Quest’anno abbiamo come obiettivo quello di migliorare la stagione scorsa, facendo un punto in più e stando a sinistra. In aggiunta vogliamo fare crescere giovani come Correa e Pereira, senza dimenticare Bonazzoli. Cassano? Non sarebbe qui se non avesse la testa a posto, sta facendo molto per essere protagonista. Non vediamo l’ora che sia pronto per metterlo in campo a darci una mano, come fatto con Roma e Inter”.

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Protagonisti:
walter zenga
Fonte: Repubblica

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