​Napoli, rabbia tifosi: striscioni contro De Laurentiis, un mercato deludente! 

I tifosi si aspettavano il mister X promesso dal presidente

di Carlo Ferrajuolo

“I tifosi del Napoli sono stanchi di sopportare, di essere presi per il sedere dal presidente Aurelio de Laurentiis“. Come ogni anno striscioni offensivi nascono nei quartieri di Napoli.  Risveglio shock per Napoli. In tutti i luoghi simbolo della città sono stati infatti appesi striscioni e scritte (anche volgari) contro il presidente Aurelio De Laurentiis. Un gesto forte dei tifosi azzurri, che dopo una finestra di mercato estiva deludente, hanno deciso di contestare il patron in maniera veemente per dare un segnale forte e chiaro al club. E nel frattempo anche la campagna abbonamenti è un mezzo flop. Era attesa e alla fine è arrivata. La dura replica dei tifosi azzurri si è palesata per le vie di Napoli.

Scritte contro  il patron azzurro in tutti i luoghi simbolo della città. << Lui promette e non mantiene – racconta A. G. di 45 anni tifoso del Napoli da 35 anni,  ogni anno sempre promesse e mai mantenute, quest’anno ha preso dei panchinari per venderne altri. Se vuole puntare allo scudetto deve comprare titolari e non panchinari. Compra giocatori inutili come Maksimovic, Tonelli, Grassi, Pavoletti, che non hanno mai giocato tre partite di seguito da titolare e pagati tantissimo>>. I tifosi sono inferociti per la campagna acquisti che stasera termina dopo un’estate senza colpi di scena. <<Non ha avuto riconoscenza verso Reina, giocatore serio, amante di Napoli e della società. Per premio gli doveva rinnovare il contratto per altri due anni.  Ha dimostrato domenica sotto la curva, di essere molto legato a questi colori ringraziando tutti noi tifosi, si vedeva che non era un addio, ma una costrizione di un uomo combattuto dentro – aggiunge C. Ti 52 anni-. I giocatori firmano contratti capestri, dove appena respirano devono dare soldi alla società. Libertà zero. Non possono andare in nessuna trasmissione sportiva senza chiedere il permesso, manifestazioni o cose che non riguardano la società calcio Napoli>>. A Napoli si vive di calcio, una droga del popolo napoletano, un diversivo che rimedia i dolori della gente. <<Io compro i giornali tutti i giorni. Gli articoli sembrano fotocopiati, quasi dettati dalla società. Nessun commento, riflessione, al di fuori delle righe. Una stampa servile, schiava di una società padrona. De Laurentiis deve ringraziare Napoli ed i napoletani se oggi lo conoscono nel mondo. Fino a 12 anni chi era? Produttore di film demenziali, per un popolo di ignoranti. Lo zio era un grande produttore, ma non lui. La filmauro era sull’orlo del fallimento.

Grazie al Napoli si è arricchito ed è diventato famoso, come fecero prima di lui Cecchi Gori e Berlusconi>>. La gente è avvelenata, nervosa, rammaricata. <<Il famoso Mister X dov’è? Forse è il prossimo film di Natale? Promesse mai mantenute. Quest’anno ha detto durante il ritiro che vuole lo scudetto? Lo scudetto con la stessa squadra dello scorso anno? Se si infortunano due giocatori chiave siano da 5-6 posto>>. Un tifoso importante ricorda un retroscena clamoroso. << Vi ricordate cosa disse Canè? l’attuale numero uno partenopeo tifava per la Lazio!? Chiedetelo a Galeazzi. Ammiro Sarri e credo che resterà anche il prossimo anno– ha detto D. S. 65 anni –  La coppia allenatore/direttore tecnico lavorano bene ed è anche fortunata. Anche se Giuntoli è un direttore senza   portafoglio. Merito della stagione e della qualificazione in Champion del Napoli è di Sarri. De Laurentiis provvede alle spese, ma prima di entrare nel calcio non sapeva nemmeno quanto pesava un pallone! De Laurentiis era della Lazio, ma chissà se avrà cambiato idea… Certo che l’ho visto godere, dopo il successo  del Napoli  sul Nizza>>.  Anche la vicenda stadio non viene risparmiata: <<ha ragione mille volte il sindaco De Magistris. Lo stadio è di Napoli, del popolo napoletano. Il presidente non può farne un suo tornaconto, costruendo ristoranti, palestra,. cinema, pub, parco giochi per bambini, il museo del calcio Napoli. Se ha veramente intenzione lo compra lo stadio a suon di milioni di euro, facendo proposte concrete al Comune di Napoli. Questa società non ha nulla di proprietà, a parte il parco giocatori. Castel Volturno è in comodato d’uso. Cosa ha costruito il signor presidente in oltre dieci anni? Mira ad arrivare tra i primi 3 posti per prendersi i soldi della Champions e non per vincerla, il trucco è quello>>. Napoli non si è rafforzato in maniera significativa. E che soprattutto non ha assolutamente colmato le evidenti e preoccupanti lacune mostrate nelle ultime annate. La squadra ha bisogno di un famoso terzino destro, un portiere importante e un difensore centrale di spessore europeo. Non è arrivato un difensore centrale di livello, non sono arrivati calciatori di carattere e personalità in grado di trascinare un gruppo mentalmente debole e limitato ma soprattutto mancano i rinforzi giusti per la panchina: Mario Rui,  Giaccherini e Maggio non hanno più le caratteristiche giuste per far comodo al professor Sarri bisognoso di tecnica e piedi buoni, ma sono entrambe incognite con l’avanzare dell’età. Insomma: non c’è stato il salto di qualità necessario per lottare per i primi posti del campionato, o perlomeno competere con decisione per un piazzamento importante nel proseguimento Champions. La società del presidente De Laurentiis era partita con l’intento di rinforzare la rosa per crescere ancora come negli ultimi anni. Invece, nonostante le dichiarazioni di vittoria, sono arrivate le delusioni di un mercato fatto di giovani promesse ed usati “quasi” sicuri. Senza contare e ricordando  che gran parte della squadra è stata allestita negli anni scorsi da Rafa Benitez. I vari Callejon, Mertens, Higuain (poi ceduto alla Juve con una plusvalenza di 60 milioni di euro) Koulibaly e Reina. Lo scorso anno Giuntoli ha fatto un discreto lavoro portando a Napoli, Rog, Diawara, Zielinsky, Milik ed Hisay. La Napoli del calcio gira e rigira tra le mani il bilancio relativo al mercato, ma i conti non tornano. Già, non tornano, perché se in dieci lunghi anni la politica del calcio Napoli era stata di crescere “step by step”, un passo alla volta, questa volta, in questa sessione di mercato, il passo sembra sia stato fatto sì, ma indietro. A preoccupare e deludere è la gestione della tempistica del mercato e della situazione preliminari – dichiarazioni di vittoria, che hanno fatto male, e tanto, alla piazza partenopea. Quale società vuole puntare allo scudetto senza rinforzarsi in vista di un preliminare cosi importante? Tra entrate e uscite, la squadra di Sarri non sembrerebbe in grado di lottare per lo scudetto ed anche Champions così come spesso aveva ripetuto a Dimaro il presidente De Laurentiis. Un proposito talmente importante che lasciava immaginare una campagna acquisti non roboante, però mirata all’arrivo di uno o due nomi in grado di elevare il tasso di qualità e personalità della rosa.
Pubblicizzare e sbandierare ai quattro venti acquisti eclatanti ed intenti bellicosi, ha stonato con il deludente finale delle operazioni effettuate. Il passo indietro sta nell’affidare i due reparti più importanti della squadra, soprattutto se sono quei reparti che lo scorso anno hanno avuto più lacune, a dei calciatori che ancora devono registrare mentalmente gli schemi di Sarri.  I tre reparti avrebbero dovuto contare, piuttosto, su dei santoni, dei leader carismatici, che nei momenti di difficoltà dei ragazzi più giovani ed inesperti, avrebbero dato linfa vitale per quanto riguarda fiducia ed esperienza. Ecco, questo manca al Napoli. Perché Albiol, anche lui eccellente nella prima stagione azzurra, ma con qualche pecca qua e la, non sembra avere quelle doti di leader. Perché Reina, trascinatore encomiabile in campo, uomo spogliatoio non è quel portierone di cui necessitava la squadra. Tantomeno, il capitano. Hamsik, oltre ad avere problemi di natura fisica, sarà per il ruolo o altro, sembra completamente svuotato, confermando delle lacune di personalità interiori e sembra tutto fuorché un leader. Ok, alla mancanza qualche leader carismatico in più e di personalità in campo e fuori, si poteva sopperire con degli acquisti mirati. Gente di esperienza, per le partite Champions,  n mezzo al campo. Dare a mister Sarri giocatori più esperti e non solo giovani da plasmare ed istruire.  E’ per questo che il mercato del Napoli, così come è stato impostato e chiuso, sembra avere delle lacune tecniche non indifferenti, che hanno scavato un solco ancora più profondo dei dieci punti di distacco che c’erano tra chi ha vinto lo scudetto e la squadra di De Laurentiis. E non solo. La paura ed il timore più grande sono che il solco e la frattura più dolorosa e significativa si sia aperto tra Sarri e la società. Perdere un maestro di calcio come don Maurizio, lui si, leader carismatico e tecnico, vorrebbe dire un altro, pesantissimo, passo indietro. Tra Sarri  ed il Napoli ci sono altri due anni di contratto (ma a giugno c’è la clausola). Poi si vedrà. La speranza ed il futuro, roseo qualche anno fa, sembra vestirsi di un colore leggermente più scuro ed opaco.

Carlo Ferrajuolo

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