Tavecchio: dovevano giocare altri calciatori. Non mi dimetto! 

Tavecchio, presidente della FIGC, ha parlato ai microfoni de Le Iene, rivelando clamorosi retroscena riguardo il mancato impiego di Lorenzo Insigne nella sfida alla Svezia di San Siro. Ecco quanto evidenziato…

di Carlo Ferrajuolo

“Perchè non mi dimetto? Secondo voi io tiro i calci di rigore, faccio i cross e i dribbling? Lasciatemi andare a casa. Sono stanco dal punto di vista mentale, ho un ossessione per queste due partite che non vedevo così drammatiche. Mai pensavo di non andare ai Mondiali, è una debacle durissima. L’errore è mettere Spagna e Italia nello stesso girone, non ci piove che fai i playoff se non vinci con la Spagna. La Svezia ha avuto grandi calciatori, hanno un grosso fisico tutti e bisognava giocare diversamente con gente alta 1,90! Dovevamo girarli con i piccoletti che stavano in panchina. La debacle è tecnica: la scelta della formazione è sbagliata! L’ho scelto io Ventura, ma l’ho fatto in un momento in cui l’offerta era solo quella! Conte aveva lasciato, era rimasto Ventura! C’erano De Biasi e Montella, ho scelto anche confrontandomi con i calciatori più importanti. Cairo mi disse che meritava questa chance.

Le dico una cosa che non ho detto mai: Donadoni era la mia prima scelta, purtroppo il presidente Saputo si è opposto a questa situazione, perché io Donadoni lo conoscevo bene dal passato. Sono 3-4 giorni che non dormo. Si dorme e ci si sveglia di continuo (dice con gli occhi lucidi, ndr). Secondo voi io non riconosco le mie colpe? Mi sento responsabile altrochè. Dimissioni? Ho fatto una riflessione ponderata: mi presenterò con un programma e accetterò le decisioni di chi è deputato a giudicare. Ho in mente la continuazione del progetto che stavamo attuando. Il progetto dell’Italia non andato benissimo ma solo dal punto di vista agonistico.

Florenzi ala destra, Insigne in panchina che sbuffava. Son stati fatti tanti errori di confusione in queste due partite con la Svezia. I ragazzi eran tutti uniti, hanno pianto un’ora! Buffon è stato ed è un grande, ha dato tanto moralmente e fisicamente. Addirittura fra un po’ veniva ad aiutare i compagni a metà campo. Cambiare ct in extremis? Mi è venuto di correggere, ma non di cambiarlo. Ho fatto una riflessione in quelle ore: a Milano ci sono almeno 100mila napoletani, 20 mila verranno allo stadio. Ma come si fa a non far giocare Insigne? L’ho detto allo staff, non a Ventura però. Non lo so perchè non l’ha messo, Lorenzo con me ha passato più giorni in Francia a giocare a boccette: abbiamo fatto amicizia, ma mica possiamo intervenire! E’ colpa di Ventura dal punto di vista tecnico, ha avuto carta bianca! E ha sbagliato.

Futuro CT? Gattuso e Spalletti ‘acquina’. Allegri e Mancini? Fuocherello! Conte e Ancelotti? ‘Fuoco’! Io spero in queste ipotesi, non posso dire nomi. Stiamo cercando il meglio. Quelli che ha detto lei, li cerchiamo tutti: hanno impegni fino a giugno con contratti milionari, chi non li rispetta paga la causale. Probabile che sia uno fra Ranieri, Ancelotti, Conte, Mancini e Allegri.

Io non mi dimetto perchè voglio proseguire il progetto approvato dall’Assemblea. Se non accoglierà consenso, andrò a casa. Tardelli? Il suo microfono in Rai potrebbe avere un contraddittorio, è facile parlare senza contraddittorio”.

Il presidente della FIGC sull’allenatore del Napoli: “Non abbiamo ancora riflettuto su un’alternativa a Ventura ma auguro a Sarri di avere un giorno la possibilità di diventare ct. Gavetta, passione ed applicazione. Queste le caratteristiche che sono sempre state riconosciute a Maurizio Sarri. Un uomo venuto dal basso, partito dal dilettantismo ed arrivato fino in Champions League. La sua occasione in Serie A l’ha saputa sfruttare, ora punta ad arrivare ancor più in alto con il suo Napoli. E Carlo Tavecchio azzarda anche qualche paragone con dei grandi allenatori del passato. “Sarri mi ricorda come innovazione Arrigo Sacchi – prosegue il numero della FIGC – ed umanamente, invece, Herrera che era un uomo di pugno e rigore. Sarri ha una militanza nelle categorie dilettanstistiche e questo è un punto importante per chi, come me, viene da quel mondo. I grandi risultati, quando si parte da una base e da una grande famiglia come quella del volontariato e soprattutto dell’impegno sociale, arrivano anche nel mondo aureo del professionismo”.

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