MotoGp – Tra dubbi e conferme

Manca davvero poco e la nuova stagione della MotoGp aprirà i battenti, infatti la prima gara in Qatar è in programma il 18 Marzo, ma prima di allora è previsto solo un altro test, sempre sulla pista Araba, in cui le varie scuderie avranno l’ultima opportunità di prepararsi per la nuova stagione. I test invernali hanno confermato che la Honda è la squadra da battere, infatti la casa giapponese, soprattutto col suo pilota di punta e campione del mondo Marquez, ha dimostrato di avere una certa facilità nel trovare il giro veloce ed il passo gara, a riprova che la strada intrapresa è quella giusta. In Ducati la situazione è double face, in quanto ad un Lorenzo in grande difficoltà nei test invernali si è contrapposto un Dovizioso in grande spolvero che sembra riuscire a far rendere al meglio la rossa di Borgo Panigale, e così facendo a porre prepotentemente la sua candidatura alla vittoria finale del mondiale. Discorso a parte ed abbastanza articolato per quel che riguarda la Yamaha, che in questi test ha vissuto alti e bassi a dir poco inspiegabili , soprattutto per Rossi e Vinales. Una cosa è certa, l’evoluzione della moto post 2016 da più di un problema, infatti prima si lamentava un telaio che non permetteva un setup veloce ed efficace (moto 2017), ora che con l’evoluzione 2018 quei problemi sembravano risolti (con un telaio quasi gemello 2016) ecco che a dar noie sono (forse) il nuovo motore  e l’elettronica. La cosa curiosa è che in pista c’è stata una Yamaha che per giro veloce e passo gara è stata degna di nota, e parliamo di quella guidata da Zarcò,  che manco a dirlo era in sella all’evoluzione “2016” della moto giapponese. Simpatico il francesino, ai primi test fece la voce grossa dopo aver provato la 2017, dicendo che la trovava performante, poi però lemme lemme è ritornato sui suoi passi e quindi in sella alla 2016, decisione alquanto singolare non trovate? Ci vorrà tempo per mettere a posto l’elettronica, così come ha spiegato Valentino Rossi, ma speriamo che l’inizio del mondiale per lui sia un pizzico fortunato, perché c’è un titolo da giocarsi ed un contratto da firmare, contratto che nel paddock danno già per siglato fino al 2019 con opzione 2020. Vedremo!

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