EDITORIALE: Napoli, un film deja vu

Secondo k o del Napoli, dopo quello di Bergamo, in questa seconda fase del campionato. Gli uomini di Gattuso, ancora una volta, ieri al Tardini hanno disputato una gara senza mordente con un gioco sempre stucchevole e lezioso, peraltro con le solite sbavature difensive che oramai sono diventate una costante. Insomma quello visto a Parma è un film deja vu. Alla pari se non peggio dell’ultima prestazione opaca, seppur vincente, contro l’Udinese al San Paolo.  Gattuso deve aver avvertito questo campanello d’allarme in vista del delicato impegno dell’8 agosto in Champions contro Messi e compagni, tanto è vero che ha dichiarato nella conferenza stampa post partita che giocando in questo modo al Barcellona il Napoli può fare soltanto il solletico. Inoltre si è dimostrato d’accordo sul fatto che i suoi ragazzi hanno giochicchiato, per non dire esattamente il termine usato dall’allenatore azzurro. L’esperimento Lozano in veste di prima punta, come prevedibile, non ha dato i suoi frutti. Senza punte di ruolo il Napoli non è mai stato pericoloso sotto porta se non in qualche sporadica occasione, che puntualmente i calciatori che  sono arrivati al tiro hanno sbagliato grossolanamente. Questo ruolino di marcia assai negativo, onestamente, mi dà molte preoccupazioni, tanto da pensare che Mertens e soci in Spagna possano fare una figuraccia. Non è così che si prepara una partita importantissime e difficilissima come quella del Camp Nou. Il Napoli delle recenti partite è apparsa una squadra senza voglia, disordinata, poco concentrata e forse paga dei risultati raggiunti. Oggi gli azzurri  hanno grandi problemi  di costruzione della manovra e per di più  subiscono troppi  gol. Il clean sheet per il Napoli  è un vero lusso. Una tale involuzione di tendenza rispetto al match con il Milan non me la sarei mai aspettata, ma nel calcio tutto è possibile anche che, contro ogni pronostico, i partenopei facciano un miracolo contro l’undici di Setien. Tuttavia è difficile credere in un’impresa del genere. Attualmente non è affatto nelle nostre corde  essere ottimisti.

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