EDITORIALE – Napoli inarrestabile, manita ai bianconeri, umiliati al Maradona

Editoriale. Parafrasando un vecchio film di De Crescenzo , potremmo affermare: Così parlò il Napoli in campo, contro la Juve, al Maradona. Un discorso, non a cuore ma  a “mano aperta” che manda a casa la Juventus, reduce da otto successi di fila senza subire neanche un gol, con ben cinque reti sul groppone che umiliano non poco i bianconeri, i quali non possono che prendere atto della netta superiorità degli avversari, ora lontani dieci punti. Che dire, il Napoli, è tornato a fare il Napoli come era giusto che fosse. Osimhen nuovamente devastante così come il georgiano, tornato quello che conoscevamo.  Abbiamo rivisto il bel gioco della prima parte di stagione, seppur con delle sbavature di qualche singolo ed una squadra affamata e cattiva agonisticamente, tanto da non voler infierire di più sui giocatori con le maglie a strisce non colorate. Il risultato finale di 5 a 1, parla chiaro e lancia un messaggio anche al Milan e all’Inter in cui il Napoli scrive, la capolista se ne va. Ieri sera, in campo, i bianconeri hanno retto una decina di minuti in totale tra inizio e fine primo tempo, una frazione che ha portato soltanto al gol del momentaneo 2 a 1, dei primi 45 minuti. Nella ripresa, sul prato di Fuorigrotta, c’era una sola squadra che ha travolto con altre tre marcature, peraltro, una più bella dell’altra, la malcapitata formazione del tecnico livornese, costretto, ob torto collo, ad ammettere, nella conferenza stampa post partita, che la compagine partenopea è la più forte di questo campionato. Il Maradona, gremito fino all’orlo, ai gol e al triplice fischio di Doveri, è impazzito di gioia, molti tifosi piangevano, addirittura,  per la grande felicità, quasi increduli per quello che avevano visto. Rifilare una cinquina alla Vecchia Signora che, fino all’altro giorno, in 17 gare, aveva incassato appena 7 gol, non è cosa di tutti i giorni, ma gli azzurri non sono nuovi a tale exploit; infatti il primo settembre del 1990, nella Supercoppa italiana, giocata al San Paolo, inflissero alla Juventus lo stesso risultato, mattatore del match fu Andrea Silenzi. Oggi, il Milan dovrà rispondere a Di Lorenzo e compagni per restare attaccato al treno scudetto, tuttavia, avrà una forte pressione addosso, in quel di Lecce, dove i padroni di casa non faranno affatto la parte della vittima sacrificale, per cui non è detto che i rossoneri vincano facilmente. Mah, staremo a vedere, per il momento ci godiamo ancora il Day after ebbri di soddisfazione con la speranza, visti i tanti indizi e i corsi e ricorsi storici, di poter impazzire di contentezza ai primi di giugno, se non prima.

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