EDITORIALE DEL LUNEDI. Napoli, un calcio allo spettacolo ma tre punti d’oro

Un Napoli ancora malato che, ieri, con il Parma, al Maradona, ha badato solo ed esclusivamente al risultato, dando un calcio al bel gioco ed allo spettacolo è tornato al successo in campionato dopo il tonfo inaspettato nella città scaligera. Un 2 a 0 firmato da Elmas e Politano, che ha regalato agli azzurri di Gattuso tre punti d’oro per il prosieguo del campionato. Grazie alla contemporanea battuta d’arresto dell’Atalanta, il Napoli ha scavalcato i nerazzurri in classifica, assestandosi in quinta posizione assieme alla Lazio. Di buono però, come anticipato, c’è solo il risultato. La gara di ieri contro gli emiliani, penultimi in classifica, ancora una volta, non è stata all’altezza delle grandi potenzialità di questo gruppo che può e deve fare molto di più. Una formazione quella messa in campo dall’allenatore di Corigliano Calabro poco propensa a comandare il gioco e troppo attendista che ha lasciato il possesso palla agli avversari, tuttavia ciò che contava maggiormente era rialzarsi immediatamente dalla caduta di Verona e di riffa o di raffa, gli azzurri ci sono riusciti. D’altronde se avessero giocato bene e poi non avessero ottenuto la vittoria ci sarebbero state altre polemiche e nuove delusioni. La partita vista ieri, allo stadio Maradona, seppur brutta dal punto di vista dell’estetica, ha ridato morale e serenità a tutto il gruppo, che ora è chiamato ad un mese di febbraio davvero terribile con ben nove partite in 28 giorni. Ora come ora in un momento cruciale della stagione non è il caso di fare polemiche e discussioni, come ha inteso fare, invece, l’allenatore in conferenza stampa  nei confronti della società e del presidente, reo a suo dire, di aver interpellato altri tecnici. Adesso nessuno deve remare contro perchè il Napoli si giocherà l’intera stagione in questo mese, a cominciare da mercoledì contro l’Atalanta vogliosa di riscatto, a Fuorigrotta per il primo atto della semifinale della manifestazione tricolore che lo stesso Napoli ha il dovere di difendere  con il coltello tra i denti. Domenica poi altro scontro delicatissimo in casa del rivitalizzato Genoa di Ballardini per la 21esima giornata di campionato, quindi subito dopo  la trasferta in terra bergamasca per il ritorno della semifinale di Coppa Italia. Sabato 13 febbraio big match con la Juve, in casa, per il primo confronto in campionato, dato che all’andata non si è mai giocato. Cinque  giorni dopo, giovedì 18, trasferta in Spagna, per la gara di andata di Europa League con il Granata, quindi la domenica successiva nuova visita all’Atalanta per la quarta di ritorno. Giovedì 25 febbraio match di ritorno al Maradona con gli spagnoli, infine chiuderà questo tour de force di febbraio il derby, in casa, con i cugini beneventani il giorno 28. In quest’arco di tempo dentro o fuori sia in Coppa Italia che in Europa League per non parlare del campionato, che, a fine mese, ci potrà dire definitivamente dove può arrivare questa formazione. Ovviamente i risultati ottenuti saranno determinanti ai fini della permanenza di Gennaro Gattuso sulla panchina azzurra. In questo frangente che vede ancora l’indisponibilità di Mertens tornato in Belgio per il riacutizzarsi del dolore alla caviglia sarà fondamentale il pieno recupero di Victor Osinhen, guarito dal covid e dall’infortunio alla spalla ma non ancora pronto per affrontare i 90 minuti. Gattuso spera di poterlo impiegare dal primo minuto nelle prossime settimane, proprio quando gli impegni saranno molteplici e ravvicinati. Sta di fatto che il tecnico, una volta per sempre, dovrà trovare la giusta quadratura del cerchio adottando il modulo più confacente alla rosa se aspira ad ottenere il massimo da questi giocatori che non possono giocare in ruoli o moduli  non congeniali.

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