EDITORIALE. Il Napoli rimaneggiatissimo “perde la testa”, bergamaschi a due punti

Ahimè, dopo quindici giornate di campionato condotte sempre al vertice della classifica, il Napoli di Spaletti, in formazione rimaneggiatissima, “perde la testa”, incappando nella prima sconfitta interna ad opera di un’Atalanta in formissima che si è aggiudicata lo scontro diretto per 3 a 2, entrando a pieno titolo nella lotta scudetto. Purtroppo questo risultato era ampiamente prevedibile date le numerose e importanti assenze registrate nella formazione azzurra, che tuttavia non ha giocato una brutta partita, una prestazione tutto cuore ma, come sta accadendo ultimamente, decisa da troppi errori in difesa. Senza Koulibaly questo reparto non regge. Il Napoli era anche riuscito a ribaltare lo svantaggio iniziale, portandosi sul 2 a 1, però la squadra di Gasperini ha reagito subito ed ha compiuto il controsorpasso. In virtù di questo ko gli azzurri sono retrocessi al terzo posto, dietro le due milanesi ma restano sempre seduti al tavolo scudetto, che naturalmente ora è composto da quattro formazioni. In verità però non ho ben compreso le scelte di formazione del tecnico toscano che ha messo un terzino d’attacco, Malcuit in un ruolo a lui non adatto. Mah, misteri di Spalletti. Disgraziatamente questo torneo sarà condizionato dai tanti infortuni subiti, uno dietro l’altro dalla compagine partenopea, che con tutto il rispetto per i sostituti dei vari Koulibaly, Osimhen, Fabian, Anguissa o Insigne, non possiede alternative di pari valore. Spalletti è stato costretto ad inventarsi un’altra squadra, riportando Mertens nel ruolo di prima punta, mossa che ha funzionato benissimo, tuttavia, i risultati sono stati altalenanti. In questo momento è facile pronosticare un bis dei campioni d’Italia in carica, per cui meglio non illudersi più di tanto, restare coi piedi per terra  e continuare per la strada programmata alla vigilia del campionato, cioè arrivare in Champions League. Un vero peccato non poter proseguire sulla falsariga di inizio stagione a causa di questi maledetti infortuni a ripetizione. Sfido chiunque ad affermare che le assenze di giocatori pilastri di una squadra non incidono sul rendimento. E’ vero, il Napoli si trova in una crisi d’identità che può rivelarsi pericolosa, ciò non toglie che la tendenza possa cambiare da un momento all’altro. Troppo semplice ora osannare il Milan, l’Inter e l’Atalanta, gli infortuni sono dietro l’angolo per tutte le squadre, quindi nessuno può dire di aver già vinto o perso, la guerra al vertice è ancora molto lunga con 22 giornate ancora da disputare. Non ci resta, dunque, che dare tempo al tempo ed aspettare!

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