Gli interventi di Gaetano D’Agostino, Antonio Di Gennaro e Antonio Petrazzuolo a “1 Football Club”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’ex giocatore dell’Udinese Gaetano D’Agostino, attuale allenatore della Vibonese. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Sulla Supercoppa di ieri sera
“L’Inter ha meritato anche se non ci sono state grandissime occasioni. In Italia c’è un problema di base, sia da giocatore che allenatore e su cosa significa essere giovani: si fa fatica a puntare su di loro, perché alla prima critica anche dei tifosi la società si impaurisce e li manda in prestito. Inzaghi però ha più di 200 partite in Serie A, all’estero anche ce ne sono tanti che stanno facendo bene. Io giudicherei più la bravura ed il bagaglio dell’allenatore più che l’età”.
Sull’episodio di Bonucci
“Io pensavo che fosse un addetto della Juventus, perché Bonucci doveva entrare. Ho visto come flash che si arrabbiava con qualcuno, pensando fosse un bianconero, invece era dell’Inter. La dinamica non la so, cosa ha potuto suscitare in Bonucci. Vederlo così, è stato sgradevole da vedere. Dispiace vederlo fare dal capitano della Nazionale ed il secondo della Juventus, è un punto di riferimento per i più giovani e quindi mi piacerebbe vedere il fair play anche in campo. Arrivare alle mani è sempre brutto, perché i giovani poi emulano”.
Su quanto fatto da Mourinho alla Roma finora
“La domanda che bisogna porsi a Roma è una sola: come mai si vince ogni 20-25 anni. Sono passati Di Francesco e Fonseca, anche Capello ha detto che dopo un anno ancora si festeggiava mentre al nord è normale farlo. Per me non ha una rosa competitiva per arrivare al quarto posto, dal mercato non arrivano segnali forti. Lì il problema è la mentalità e non l’allenatore: mi dispiace dirlo, ma ogni volta si massacra l’allenatore e quindi avere la forza di resettare tutto”.
Sulla mentalità data da Spalletti al Napoli
“Anche a Roma i tifosi stanno dando un segnale forte a Mourinho. Loro vanno sempre educati, perché se prendi un allenatore top devi poi fargli una squadra top. Non si possono investire 15 milioni l’anno e poi non fargli una squadra competitiva per i primi tre posti. Spalletti sta facendo un lavoro su una squadra già collaudata, dando i suoi principi e mentalità. E’ il primo ad essersi innamorato di Napoli, si vede dalle interviste. E’ fondamentale che se un tifoso sente parlare di ‘vincere lo scudetto’ è normale che poi dopo due sconfitte inizi a contestare. Se invece proponi un progetto, il tifoso si accoda e si sente parte di un progetto”.
Su Fabian Ruiz ed i cambi di ruolo nelle stagioni
“Spalletti gli ha dato determinati compiti ma anche la libertà di poter agire. Lo sta usando per uscire dalla prima pressione avversaria e poi da centrocampo in poi si trova la posizione da solo. Bisogna dargli la libertà di espressione, altrimenti si sente soffocato. Spalletti sta facendo un grandissimo lavoro, quando ci sono giocatori con estro non bisogna mai toglierglielo, altrimenti calano mentalmente. Fabian Ruiz può giocare da centrocampo in poi in tutti i ruoli, l’allenatore lo sta ottimizzando per cercare la superiorità numerica con le sue geometrie”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Antonio Di Gennaro, cronista Rai ed ex calciatore della Fiorentina. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Su Inter-Juventus di Supercoppa Italiana
“Dal punto di vista del gioco e nella capacità di giocare un calcio moderno, l’Inter ha meritato la vittoria. Inzaghi dopo i primi mesi di esperienza in nerazzurro è migliorato. Poteva andare ai rigori, l’errore di Alex Sandro ha beffato la Juventus. In mancanza di tanti titolari, i bianconeri hanno cercato di sopperire. Negli ultimi tre anni, a parte la vittoria di Sarri dello Scudetto e le vittorie di Pirlo in Coppa Italia, non è la stessa in campionato. Qualche errore certo e gestionale c’è stato, è un momento di ricostruzione, poi mancavano giocatori importanti come Chiesa che portano delle attenuanti che però non devono essere sempre considerate. Qualcosina deve fare di più Allegri, arrivare al quarto posto serve anche per pianificare gli anni successivi”.
Sull’episodio di Bonucci che ha aggredito il Segretario dell’Inter
“Non l’ho visto, ma solo letto sui quotidiani. Ci sono le prove televisive, prenderanno dei provvedimenti”.
Sulla partita di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina
“Diventa complicato giocare ogni tre giorni, ma per quelli che giocano poco può servire. Spalletti li tiene sulla corda giusta, anche in campionato ha perso con squadre di livello inferiore: nei primi mesi pensavo che potesse spaccare il campionato, poi c’è stato un calo ma la squadra sta lottando per tutti gli obiettivi. Stasera è una partita difficile, la Fiorentina non può essere quella di Torino. Italiano ha ribaltato la mentalità, ma c’è Spalletti che conosce queste situazioni, si gioca per un obiettivo importante. Quelli che giocano meno hanno la possibilità di farsi vedere, ad esempio Petagna ha sbloccato l’ultima partita di campionato. Con le cinque sostituzioni si può arrivare ai 18 effettivi in rosa”.
Sul protocollo criticato da Mihajlovic
“Vorrei che parlasse uno soltanto, in questi anni si è parlato di tutto e di più. Per una volta decidano in maniera univoca, altrimenti ogni settimana esce qualcosa di diverso. Servono delle linee guida che siano uguali per tutti, che vengano prese le decisioni all’unanimità. Si fa fatica altrimenti, se cambiano le regole ogni volta gli addetti ai lavori possono non essere d’accordo e creare qualche problematica. All’estero queste cose vengono prese in maniera definitiva, qui in Italia vengono prese un po’ alla volta. Diventa difficile anche per noi commentatori”.
Vlahovic o Osimhen?
“Il primo è un 2000, l’altro è un 1999. Non lo so, come caratteristiche sono simili nel tenere la profondità, essere bravi in area o fuori area e fare gol in tutte le maniere. Prenderei Lewandowski (ride, ndr).

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto il giornalista Antonio Petrazzuolo, Direttore Responsabile di Napoli Magazine. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Sulla partita del Napoli con la Fiorentina
“I convocati sono 21, non ci sono grandi sorprese. Siamo nell’attesa della negatività di Zielinski, ma non rientrerebbe nella tempistica per entrare in campo. Io so che sta bene, non ha problemi fisici, bisogna vedere se tecnicamente può essere arruolabile. Insigne non è tra i convocati perché sta recuperando, rientrano però i negativi come Malcuit e Meret. Per la formazione si andrà verso la conferma di Ospina tra i pali, poi a sinistra Ghoulam. Di Lorenzo a destra, poi Juan Jesus e Rrahmani al centro. Qualche sorpresa potrebbe esserci a centrocampo, con Fabian Ruiz che potrebbe tornare tra i titolari. In attacco ci sarà Petagna, dietro Elmas, Politano e Mertens”.
Su Ghoulam
“Mi piace scoprire le verità e gli indizi che ci vengono lasciati. Sorridevo quando leggevo che fosse un giocatore pigro: il giocatore ha avuto degli infortuni seri, ma si è impegnato per tornare un calciatore di Serie A. Da tre mesi ha fatto tutto un percorso particolare per tornare a giocare adesso. Non sono sorpreso perché è stato un recupero graduale e attento. Si è passati da 5 a 96 minuti, lui sa come gestirsi, quando accelerare e decelerare. Il Napoli non prenderà nessuno a sinistra per questo”.
Sul ritorno a febbraio di tutti gli assenti
“Da Osimhen arrivano segnali positivi, ma lui deve dare il via libera per la mascherina, soprattutto per fare gli scontri. Deve ancora tanto al Napoli, ma è sempre bene aspettare per il suo ritorno”.
Sulla convinzione dei propri mezzi del Napoli
“Le difficoltà sono state tantissime, soprattutto per gli infortuni seri. Se guardiamo numericamente i giocatori della rosa, le alternative ce le ha il Napoli. Spalletti è stato bravo a dare delle indicazioni e fare delle scelte in momenti chiave. Ad esempio Petagna doveva partire, ma a livello di rosa è tornato utile. Manolas è andato via, è arrivato Tuanzebe ed è stato subito pronto a giocare, anche se si deve ambientare”.
Come si sostituisce in campo e nello spogliatoio Insigne
“Si è creata una situazione un po’ particolare, i modi ed i tempi dovevano essere diversi. Lui scenderà in campo con professionalità, come già ha fatto. Per caratteristiche è un giocatore atipico, puoi identificare qualcuno che agisca nella sua zona. Berardi ad esempio qualitativamente può dare qualcosa alla zona offensiva del Napoli, ma va fatta una scelta intelligente, non per forza roboante. Se dovesse arrivare, però, non mi dispiacerebbe. Dipende anche se il Napoli andrà in Champions League”.

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