Si avvicina il match contro la Lazio dell’ex allenatore azzurro Maurizio Sarri, ancora oggi, rimpianto da tantissimi tifosi del Napoli. Il suo triennio, all’ombra del Vesuvio, è stato indimenticabile, la squadra da lui allenata, con i vari Insigne, Mertens, Callejon, Koulibaly e Hamsik diede spettacolo, totalizzando, nel campionato 2017/18, ben 91 punti ma non vinse lo scudetto per fattori esterni. Oggi, quel Napoli non si è più visto; con Conte in panchina si bada esclusivamente al risultato. Ovviamente, con il condottiero più vincente che ci sia in giro, il Napoli ha vinto uno scudetto e una Supercoppa ma non ha mai incantato la platea se non in pochissime partite. Brutta l’ultima gara di Parma, dove si poteva e doveva vincere, invece, così non è stato e ci si è accontentati di un pari che sa di sconfitta. Dopodomani, al Maradona bisogna tornare al successo contro la compagine capitolina biancoceleste, già battuta all’andata, all’Olimpico. Rispetto a domenica scorsa, occorre cambiare mentalità, registro ed alcuni giocatori. Allison Santos, unico giocatore capace di saltare l’uomo, non può stare sempre in panchina, l’attacco ha estremo bisogno di lui e sembra che l’allenatore leccese, adesso, lo abbia capito, tanto è vero che dovrebbe partire da titolare. nell’anticipo di sabato a Fuorigrotta. Ma non potrebbe essere l’unica novità, tutto dipenderà dalla rifinitura di domani, che fornirà gli ultimi indizi decisivi per le scelte di Conte. Visto il momento poco felice di Juan Jesus, possibile titolarità anche per Sam Beukema nel reparto arretrato. Una chance pure par Gutierrez. Il Maradona, da diversi giorni già tutto esaurito, sarà una bolgia infernale per spingere, come sempre, gli azzurri al successo che significherebbe consolidare la piazza d’onore e la qualificazione alla prossima Champions. Ora, le rotazioni dovranno servire per tenere ogni calciatore sulla corda e per gestire le energie in un periodo cruciale del campionato.