Il presidente azzurro alla presentazione della maglia del centenario: “Senza gli introiti dello stadio non potremo competere con Inter, Milan e Juve”. Poi si commuove ringraziando la moglie Jacqueline
I festeggiamenti per il centenario del Napoli sono iniziati questo pomeriggio, a bordo della nave da crociera MSC World Europa, con la presentazione della maglia home per la stagione 2026/27. Tra i protagonisti, anche il presidente Aurelio De Laurentiis: “Celebriamo 100 anni di passione, di identità, di cadute, di rinascita e di successi. Il calcio a Napoli ha una storia ultracentenaria che risale alla fine dell’800”.

Negli appuntamenti per questa stagione di festa, da cerchiare sul calendario la data del 1 agosto: “Ci sarà una festa speciale nel cuore della città con tutto il popolo azzurro, i tifosi e alcune leggende del club”, ha annunciato De Laurentiis.
“Il corsiero del sole”, emblema originale del club, torna sulla maglietta come stemma. Anche l’Enciclopedia Treccani sosterrà il club con una pubblicazione speciale. Per un percorso che ADL rivendica con orgoglio: “Siamo passati dai campi della Serie C alla vetrina della Champions, celebrando due scudetti e restando in Europa in 16 delle ultime 17 stagioni, diventando una delle realtà più riconosciute del calcio europeo”.
“Il mio orgoglio più grande è stato rispettare il valore di questo club. Rendendolo competitivo, ma sostenibile. Questo va sottolineato anche per il futuro”, ha detto De Laurentiis, che poi si è concentrato sul discorso stadio. “Sono stato negli Stati Uniti e sono rimasto sorpreso dagli stadi in cui ho visto le partite dal vivo le gare del Mondiale. Dalla sicurezza ai parcheggi, tutto è andato per il meglio”.
Tema che torna attuale per il Napoli: “Dovremmo trovare delle soluzioni che possano dare stabilità e forza anche al nostro club. Se non punteremo su questo aspetto, non avremo introiti necessari per essere competitivi con le squadre del Nord: Inter, Milan e Juventus fatturano molto di più. Il Napoli, come diceva il buon Conte, deve fatica’, ma poi ci vogliono le strutture”.
Il paragone con altri club continua: “Ciò che nessuno di voi si ricorda è che per la Roma arriva la famiglia Friedkin e trova tutto, così come i fondi per Milan e Inter. Noi trovammo un club fallito, nessuna struttura né centro sportivo. Per questo abbiamo dovuto fare i salti mortali”.
“L’obiettivo che ci siamo dati in questa nuova fase è quella di costruire lo stadio e il centro sportivo. Ci lavorerò giorno e notte come ho sempre fatto nella mia vita”, ha concluso De Laurentiis sul tema, invitando in diretta il presidente della regione Campania, Roberto Fico, a una riunione per valutare il futuro del Maradona e possibilmente la costruzione del nuovo stadio.
Il presidente azzurro si è poi commosso parlando della moglie Jacqueline: “Senza il suo amore non avrei potuto raggiungere questi obiettivi”, con la voce praticamente rotta dal pianto, “e dei miei figli Luigi, Valentina ed Edoardo”.