EDITORIALE DEL LUNEDI’- Napoli, di male in peggio, crollo a Bologna e perdita del primato, critiche di Conte alla squadra

Editoriale del Lunedì. Una domenica da incubo , quella vissuta ieri dalla tifoseria azzurra presente sugli spalti del Dall’Ara e dai milioni di sostenitori sparsi nel mondo, in virtù della sconfitta contro il Bologna per 2 a 0. Il Napoli aveva già dato dei segni di crisi nelle ultime partite ma contro l’undici di Italiano, la crisi si è acuita ed ha acceso un campanello d’allarme davvero preoccupante, al punto che è sembrato rivedere i fantasmi della squadra dell’annata successiva al terzo scudetto. Insomma, di male in peggio: giocatori abulici, spenti, stanchi, incapaci di impensierire i rossoblù, ed ancora carenti in attacco, nessun tiro in porta e nessuna azione pericolosa degna di nota. Cosa sta succedendo ai partenopei che ricordiamolo, hanno cucito sul petto lo scudetto? Una risposta da un milione di dollari.  Non è certamente questa la maniera migliore  per difenderlo. In virtù del ko, la squadra di Conte è scivolata al terzo posto in classifica, dopo i successi della Roma e dell’Inter, oggi prime da sole. Una formazione azzurra senza fame, nè un briciolo di orgoglio che si è fatta colpire a morte da un Bologna formato Champions che, pur avendo due giorni di riposo in meno rispetto agli avversari è apparso in palla, molto volitivo e pronta ad approfittare delle lacune evidenziate dai partenopei. Nel Napoli non ha funzionato niente, la squadra ,peraltro  la stessa che ha giocato in Champions, non ha retto le fatiche ed è scomparsa dal campo subito dopo la prima rete dei padroni di casa. In quell’azione Milinkovic Savuic non è stato reattivo, subire un gol sul suo palo comporta sempre delle colpe. Quindi, anche la difesa che non subiva reti da tre gare non ha tenuto, permettendo a Dallinga e Lucumi di mettere due palloni alle spale dell’estremo dfensore serbo. L’unico calciatore che ha cercato, in tutti i modi, di reagire è stato Hojlund, il quale si è sbattuto con grinta e cattiveria, rischiando pure l’espulsione. Troppo brutto per essere vero, il Napoli non è certamente quello del Dall’Ara. Nel post partita le parole di un Conte arrabbiato, deluso e preoccupato hanno destato molte perplkessità: prima ha recitato il mea culpa, poi ha accusato i suoi di mancanza di cuore, di alchimia, entusiamo e passione. Addirittura ha affermato di non voler accompagnare un morto, il che può significare che la squadra è spenta e priva di ogni ambizione. Parole pesanti che aumentano l’amarezza e la delusione. Il tecnico salentino,  ha poi concluso di voler parlare con la società di questo andazzo poco piacevole. Forse si sente tradito dai giocatori che non lo seguono e che, a suo dire, non hano cuore ? Aria di dimissioni ? Mah, lo scopriremo presto.  Sta di fatto che i supportes del Napoli non residenti in Campania sono usciti dallo stadio a testa bassa, amareggiati, sconcertati ed increduli per aver assistito al più brutto Napoli di questo scorcio di stagione. 

Segui il canale PianetAzzurro.it su WhatsApp, clicca qui