In occasione di Napoli-Cagliari, il pensiero non può che volare verso la figura più iconica mai vestita di rossoblù: Gigi Riva, il Rombo di Tuono. Un nome che vibra ancora nello stadio, nei racconti, nella memoria collettiva del nostro calcio. Perché Riva non è stato solo un campione straordinario: è stato un simbolo, un atto d’amore verso una terra che scelse come casa quando avrebbe potuto appartenere a chiunque, ovunque.
Un sardo d’adozione che cambiò la storia
Arrivò al Cagliari ragazzo, se ne andò leggenda. Con i suoi gol — 164 solo in Serie A, tuttora recordman assoluto della Nazionale con 35 reti — ha scritto una delle storie più romantiche del pallone italiano. La sua potenza, la sua generosità, la sua fiondata di sinistro erano marchio di fabbrica, ma ciò che ha scolpito realmente il mito è stato il suo attaccamento totale alla maglia sarda. Rifiutò offerte milionarie dalla Juventus e da mezza Europa, perché il suo destino, diceva, “stava dall’altra parte del mare”.
L’anno dell’immortalità: lo scudetto del 1970
Il 1970 è l’anno sacro: Cagliari Campione d’Italia, un’impresa che ancora oggi sembra un miracolo pagano. Riva fu guida tecnica, emotiva, carismatica. Segnò, trascinò, difese i compagni come un capitano guerriero. Mai una squadra del Sud aveva vinto prima. Mai nessuno riuscì a replicare. Quel tricolore resta un pezzo di epopea, e il suo protagonista principale è lui.
Un legame anche con Napoli
Pochi lo ricordano, ma la storia tra Riva e Napoli è stata più vicina di quanto sembri. Nel 1973 il Napoli lo corteggiò seriamente, fu a un passo dal portarlo in azzurro: De Laurentiis ancora non c’era, ma la città avrebbe accolto il Rombo di Tuono come un re. Riva, però, come sempre, scelse il cuore: restare a Cagliari, restare “uno di loro”.
Un campione diverso da tutti
Non amava i riflettori, non cercava il mito. Era schivo, duro, vero. Un uomo del popolo, diventato gigante senza volerlo. La Nazionale lo amò alla follia: il Mondiale del ‘70, la semifinale storica con la Germania, la finale con il Brasile. L’Italia trovava sempre lui, puntuale come un tuono d’estate, nei momenti decisivi.
Il ricordo nel giorno di Napoli-Cagliari
Oggi che Napoli e Cagliari si affrontano, si sente ancora il suo nome scivolare tra le curve, come se quel sinistro potesse materializzarsi da un momento all’altro. Riva resta il signore assoluto del calcio sardo, uno dei più grandi attaccanti italiani di ogni era. E soprattutto un uomo che ha dimostrato che il talento è importante, ma la fedeltà e il coraggio lo sono ancora di più.
Un tuono non muore mai: si allontana, si trasforma, ma torna sempre a farsi sentire.
Gigi Riva. Per sempre.