Zuniga, pace fatta con Benitez ma il futuro resta incerto

Anche i quotidiani sportivi colombiani hanno celebrato il ritorno dell’esterno della nazionale. Zuniga gode di grande considerazione nel suo Paese. Ha collezionato già cinquanta presenze con la maglia della Colombia. Manterrà la promessa il ct Pekerman? Zuniga ci conta. Per lui, Brasile 2014 rappresenta la ribalta ideale per recuperare quanto perso da ottobre ad oggi. Ci conta anche il Napoli, che dopo avergli rinnovato il contratto fino al 2018, spera in una rivalutazione del calciatore. Zuniga, infatti, prima dell’allungamento ed adeguamento del contratto era uno degli esterni più corteggiati. Lo volevano la Juve (offerto Matri più soldi), l’Inter (dieci milioni di euro), il Barcellona. Poi, la proposta economica di De Laurentiis, il rinnovo e subito dopo l’intervento al ginocchio che per il Napoli non era urgentissimo mentre per il calciatore lo era in vista del mondiale. Da qui, la lacerazione del rapporto tra Zuniga ed il club, costretto a correre ai ripari acquistando Ghoulam a gennaio.

IL CALVARIO. Zuniga accusava dei fastidi continui al ginocchio, conseguenza di un intervento di otto anni prima. Dopo averli accusati di nuovo al termine della gara di Champions con l’Arsenal (il primo ottobre), chiese di operarsi anche se per i medici del Napoli, l’artroscopia poteva essere rimandata. L’intervento venne effettuato in una clinica romana il 20 ottobre e da allora il colombiano è stato alle prese con una rieducazione lenta e difficile. Tanto da infastidire anche Benitez che a marzo dichiarò: «Il ginocchio di Zuniga è un mistero: lui si allena, sta bene per un paio di giorni e poi il fastidio torna».

IL FUTURO. Il sospetto che il centrocampista pensasse esclusivamente al mondiale ha fatto sì che si creasse una frattura tra il club ed il giocatore. Ed ora la certezza di una permanenza di Zuniga al Napoli è legata ad un filo sottile. Tutto dipende dal suo rendimento al Mondiale. Se dovesse disputare la competizione a livelli alti, potrebbe anche esserci un ripensamento. Intanto Zuniga spera che Benitez lo impieghi dal primo minuto nell’ultima di campionato con il Verona al San Paolo. Ed in ogni caso, il club si sente in una botte di ferro avendo fissato una clausola rescissoria per la sua cessione piuttosto alta, anzi due: la prima, di 15 milioni di euro, in caso di richiesta da parte del Barcellona (voluta dal calciatore); la seconda, di trenta milioni, se dovesse uscire un altro estimatore (la Juve, quella più interessata).

Corriere dello Sport
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