Giovani portieri, nuovi talenti: chi sarà l’erede di Buffon?

Guadagna consensi la tradizione dei portieri italiani, protagonisti in Serie A (Foto Getty)

di Luca Cassia

Quando un 19enne Buffon esordì nel 1997 in Nazionale, sostituendo Pagliuca nel gelo di Mosca, ancora non sapeva che avrebbe ispirato intere generazioni. Una di queste, che all’epoca doveva ancora avvicinarsi al calcio, sta costruendo il proprio futuro attraverso opportunità remote fino a pochi anni fa. Nove giovani portieri nati tra il 1991 e il 1996 stanno trovando spazio e conferme in Serie A, palcoscenico che misura ambizioni e qualità. Se i vari Perin, Bardi e Scuffet ne avevano già fatto parte, il campionato in corso ha accolto nuovi interpreti dalla provincia: fiducia a Leali e Sportiello insieme a Cragno e Sepe, un assaggio ma non una bocciatura per Gollini e Colombi. La strada è tracciata, la Nazionale un obiettivo.

Ma quale PaPerin, Bardi trascurato – A dispetto dei 22 anni appena compiuti, Perin è il decano della spedizione dall’alto delle sue 79 presenze in Serie A maturate tra Pescara e Genoa, club che ha scommesso su di lui dopo l’addio di Frey. Smaliziato, audace ed estremamente affidabile, tale da garantirsi la chiamata di Prandelli ai recenti Mondiali in Brasile. Tuttavia nell’ultimo ciclo dell’Under-21 gli era stato preferito il coetaneo Francesco Bardi, un altro eccellente pararigori: due sventati in stagione al Chievo, altrettanti in soli 90’ ai tempi di Novara. Scuola Inter che ne detiene il cartellino, il 22enne livornese convince la maggioranza per mezzi e autorità ma non Rolando Maran: dall’avvento del nuovo allenatore gli viene preferito il più esperto Bizzarri.

Pali e Leali, chiuso lo Sportiello – Perin in pole position per l’azzurro nel dopo Buffon, ma l’erede in pectore di Gigi in bianconero è Nicola Leali, classe ’93 cresciuto nel mantovano e poi nel vivaio del Brescia. Dal 2012 la Juventus gli concede esperienza in attesa di riportarlo a Vinovo: Lanciano, Spezia e da quest’anno a Cesena in A, trampolino verso il ritorno a casa. L’ambiente familiare giova invece a Marco Sportiello, baluardo dell’Atalanta che lo alleva dall’età di 7 anni. Oggi 22enne, tra le poche note liete dei bergamaschi e con un cognome amato dai titolisti, Sportiello piace tra i pali e vola dagli 11 metri (ne sanno qualcosa Palacio e Higuain). Un rendimento che smentisce lo ‘0’ nella casella di gettoni nelle Nazionali giovanili, frequentate invece da Alessio Cragno: titolare a 20 anni nel Cagliari di Zeman, uno spauracchio per i propri portieri, il ragazzo che emula Viviano (come lui nato a Fiesole e svezzato a Brescia) dimostra carattere e potenzialità.


Sorpresa Sepe, Scuffet in ombra
– Il secondo meno battuto della truppa (1,12 reti incassate a gara) è un quasi esordiente in A, Luigi Sepe da Torre del Greco. Nato nel 1991 e legato al Napoli che l’ha concesso in prestito all’Empoli, è forse il meno celebrato del gruppo ma vanta un repertorio fisico e tecnico di livello, lo stesso che lo avvicina al coetaneo Simone Colombi. Bergamasco, allevato a Zingonia e già protagonista in B e Lega Pro, paga il dualismo con Cragno preferitogli da Zeman nel Cagliari. Due le sue presenze in stagione come Pierluigi Gollini, scippato a 16 anni dal Manchester United dalle giovanili della Fiorentina. Classe 1995, investimento dell’Hellas in chiave futura, ha già respirato un clima estero che può fare la differenza nella sua formazione. Un capitolo a parte lo merita Simone Scuffet, che a 17 anni esaltò Udine e l’Italia nello scorso campionato. I fiumi d’inchiostro ed elogi spesi sul suo conto non intaccano il volere di Stramaccioni, votato al greco Karnezis che lo relega in panchina insieme al quale siede Alex Meret, portierino che farà parlare di sé. È nato nel 1997, meglio non dirlo a Buffon.

Fonte: SkySport

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