Higuain, colosso insostituibile: mai fermo tra l’Italia e l’Argentina

Higuain_DMF_4679 Napoli-Inter 8/1/2015 foto De MartinoÈ ormai una specie di colosso. Nell’era del turnover, risorsa preziosa per fronteggiare un calendario selvaggio, nel Napoli brilla Duracell- Higuain, per il quale Stakanov sarebbe una sorta di fannullone. Gonzalo il Pipita non si ferma da 17 mesi, da quando cioè ha messo piede in Italia. E neppure domani è previsto un turno da spettatore: andrà in campo dal primo minuto contro la Dinamo Mosca. Ottantacinque presenze in due anni con la maglia azzurra e poi tanta Argentina: nel mezzo delle due stagioni da condottiero del Napoli, anche il Mondiale da titolare con la Seleccion. È il più presente in questo calcio tritatutto: oltre tremila minuti ufficiali tra Napoli e nazionale da agosto. È irrinunciabile per tutti, per Benitez e per Sabella prima e ora Martino. Che, infatti, non gli risparmia neppure le amichevoli (inutili) con Salvador e Ecuador a Washington ed East Rutherford in programma il 28 e il 31 marzo. Prima di Roma-Napoli. Magari sarebbe meglio che se ne stesse un po’a riposo in vista del rush finale ma difficile resistere al richiamo delle proprie nazionali. Ha fatto tredici (gol) in campionato. Ma quello che più conta è che nessuno è più indispensabile di Higuain: in serie A, nella classifica minuti in campo è al 41esimo posto. Ha saltato in tutto 343 minuti. Ma è quarto, però, tra gli attaccanti: solo Toni, Quagliarella e Menez giocano più di lui tra i bomber. Corre, segna e non riposa mai. D’altronde, non
solo gioca sempre ma 31 volte (su 39 presenze in questa stagione) è stato titolare. Benitez ogni volta valuta la possibilità di farlo riposare, sia in Coppa Italia che in Europa League: poi subito dopo rinvia il progetto. La stanchezza? «Non la sento», racconta per niente preoccupato all’idea di rimanere senza benzina. Eppure davvero non si ferma mai: dopo il mondiale in Brasile, appena 20 giorni di vacanza prima di aggregarsi alla squadra in vista del preliminare di Champions. Macina chilometri dal settembre del 2013: 6.300 complessivamente giocati con la maglia del Napoli. Più altri 600 minuti solo tra giugno e luglio per diventare vice campione del mondo con la sua Argentina. Solo in questa stagione, iniziata il 19 agosto i minuti in campo sono così ripartiti: 1997 in campionato (con 13 gol e 5 assist), 507 in Europa (compresi i preliminari), 190 minuti in Coppa Italia e 120 in Supercoppa. Per 22 volte è rimasto in campo sino alla fine. Higuain ha istinto, cuore, classe, e voglia di costruire. È questo che lo rende diverso, così bello e prezioso. Attacca mentre tutti difendono. S’illude, spera quando attorno c’è solo disincanto, delusione e cinismo. Un uomo di marmo, che ha fatto le ferie solo una volta in questa lunghissima stagione (con il Sassuolo) mentre lo scorso anno si è fermato appena 7 volte (una volta con l’Arsenal e sei volte in campionato). Per il resto sempre in campo, felice di piacersi e di piacervi. Domani sera farà lo stesso, c’è da giurarci: ognuno ha i suoi record. Stakanovista per vocazione e per necessità. Si sapeva che Gonzalo fosse un drago, ma in pochi pensavano che lo fosse così tanto.

Il Mattino

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