Lazio, Milinkovic segna e lotta. Ora Pioli ha un’arma in più

ROMA  –  A poche ore dal pareggio con il Dnipro in Europa League la delusione è forte, quel pareggio subito 12 secondi oltre il 93esimo brucia ancora molto. Un errore arbitrale evidente, sottolineato a chiare lettere sia il ds Igli Tare che il tecnico Stefano Pioli.

NELLA DELUSIONE UCRAINA, LA NOTA LIETA È MILINKOVIC  –  Protesta giusta, ma che non deve cancellare la mancanza di lucidità dei biancocelesti, incapaci di gestire il finale di una gara che avrebbero meritato di vincere e che fino a quel momento avevano controllato discretamente. Si tratta della faccia negativa della medaglia di una squadra molto giovane, che però ha presentato anche molte sfaccettature positive. Il bicchiere mezzo pieno è ben rappresentabile dalla prestazione, la prima dal primo minuto, di Sergej Milinkovic-Savic, l’acquisto più caro del mercato estivo. Quasi 10 milioni (bonus compresi) sono stati versati dalla Lazio nelle casse del Genk per portare a Roma il trascinatore della Serbia Under 21 campione del Mondo, considerato dagli addetti ai lavori uno dei classe 1995 più forti in circolazione. Fino a questo momento non era riuscito a convincere a pieno Stefano Pioli, che gli aveva concesso complessivamente 73 minuti tra campionato e playoff Champions. Entrando a gara in corso il giovane serbo non era riuscito a farsi notare (se non con due ammonizioni), ma alla prima da titolare ha cambiato completamente registro.

IL MIGLIORE NEI DUELLI AEREI, MA ANCHE IL PIÙ FALLOSO – Contro il Dnipro ha giostrato sulla trequarti, ruolo già ricoperto in passato – sia con il Genk che in nazionale – e probabilmente in questo momento più congeniale al suo adattamento al calcio italiano. Si è messo in luce con la sua fisicità, lo stacco di testa (con 10 duelli aerei vinti – tra cui quello che è valso il vantaggio – è primo per distacco in questa speciale classifica), ma anche per la presenza costante nella manovra e la qualità dei suoi passaggi, 56 complessivi, il 60,5% dei quali andati a buon fine (statistiche whoscored). Ha superato 5 volte gli avversari in dribbling, il tocco di palla è di qualità, così come la visione di gioco. Ed è uno che non disdegna nemmeno la fase difensiva, visto che con 5 falli commessi e un’altra ammonizione (diventano 3 in 4 presenze) è il giocatore più “cattivo” della partita. Numeri più da mezzala, insomma, che da trequartista. Ed è proprio per impiegarlo in quel ruolo che la società lo ha preso, intravedendo in lui caratteristiche simili (con le dovute proporzioni) a Paul Pogba. Per avvicinarsi al talento francese, Milinkovic-Savic dovrà fare ancora molta strada. Ma l’inizio è stato positivo e nell’amarezza per il pareggio con il Dnipro è già qualcosa.
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Fonte: Repubblica

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