Pari che serve a poco, Serbia-Macedonia 2-2

SERBIA-MACEDONIA 2-2

24′ Gacinovic (S), 64′ Bardhi (M), 82′ Gjorgjev (M), 90′ Djurdjevic (S)

L’obiettivo era quello semplicemente di provare ad avere, al termine di questa gara, una speranza di passaggio del turno. Difficile, difficilissimo, ma non impossibile, perché nel calcio non si sa mai anche se di fronte ci sono corazzate che, a questo livello, sono davvero difficili da battere come Portogallo e Spagna. Serbia e Macedonia, dunque, si sono giocate l’uscita anzitempo dalla rassegna continentale. Un pari avrebbe significato “quasi morte sportiva” per entrambe, la vincente, quantomeno avrebbe potuto provarci. E invece ne è venuto fuori un 2-2 che complica in maniera quasi irrimediabile il destino di entrambe che solo per l’aritmetica restano in corsa per un passaggio del turno.

La supremazia della Serbia

Contro la Macedonia era sfida apparentemente scontata, vuoi per la manita subita dalla Spagna, vuoi per una evidente tradizione favorevole, nonché un bacino di talenti migliore. Eppure in un derby dei balcani nulla è scontato e la Serbia di Lalatovic ha faticato più di quanto pronosticato. Nonostante una superiorità territoriale e di possesso palla fatta valere per tutto il primo tempo, la Serbia non è riuscita a concretizzare a dovere l’enorme mole di gioco prodotta. Il gol del vantaggio è arrivato sì dopo 24′ ma frutto di un’azione, vero manovrata da destra verso sinistra, ma favorita da una incredibile serie di errori individuali da parte dei giocatori macedoni: la palla è poi finita sul piede di Gacinovic (28 presenze e due gol in Bundesliga con la maglia dell’Eintracht Francoforte) che non ha sbagliato una sorta di rigore in movmento. Colta nell’orgoglio la Macedonia ha tirato la testa fuori dal guscio prima del break e con Bardhi ha impensierito Milinkovic Savic (fratellino del laziale Sergej e neo portierino del Torino) che con qualche difficoltà è riuscito a deviare in angolo.

Il ribaltone macedone e il pari finale

Nella ripresa la Macedonia ha provato ad alzare il ritmo accorciando gli spazi per garantirsi una migliore pressione in zona palla. Tolta alla Serbia la possibilità di palleggiare in maniera troppo tranquilla, la Macedonia è riuscita ad alzare il proprio baricentro e a rendersi un po’ più pericolosa nella trequarti avversaria. I tentativi sono stati molteplici, nonostante siano stati organizzati in maniera piuttosto disordinata. Bardhi, ancora con un calcio di punizione, ha scaldato nuovamente le mani a Milinkovic-Savic prima della girandola di sostituzioni resasi necesaria anche per il caldo. La Serbia non ha saputo affondare il colpo e la Macedonia ha preso coraggio guadagnandosi un calcio di rigore per fallo di mano in area: dal dischetto il solito Bardhi ha riportato la sfida in equilibrio. La formazione di Lalatovic non ha saputo reagire e ha portato pericolosamente la gara in equilibrio negli ultimi 10′: bravissimo in questo frangente Gjorgjev, neo entrato, che ha recuperato una palla al limite dell’area e ha incrociato un destro senza lasciare scampo a Milinkovic-Savic. La Macedonia, tuttavia, non è stata abile a gestire il vantaggio. La Serbia ha accelerato e al 90′ ha trovato il pari con l’attaccante del Partizan Djurdjevic, poi un palo su colpo di testa di Zivkovic ha salvato i macedoni. Il pari finale, come detto, non serve a nessuna delle due nazionali che in linea teorica hanno ancora la chance di assare il turno anche se le possibilità reali sono davvero ridotte al lumicino.

Fonte: SkySport

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