Gli interventi di Umberto Chieriello, Francesco Sinatti, Carlo Laudisa e Alessandro Casaglia a Radio Punto Nuovo

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Umberto Chiariello, giornalista: “Divertente, ma neanche tanto. Non è nemmeno partito il periodo dedicato alle nazionali che immancabilmente la stampa parla di mercato. Per fortuna il calcio italiano dà molto da lavorare. In sette partite c’è stato un terremoto fortissimo sulle varie panchine. Il Milan manda via Giampaolo per un Pioli qualsiasi; il Genoa ha superato la vergogna, con l’annullamento dell’allenamento salvo poi richiamare il suo allenatore. Di Francesco rescinde con la Samp dopo soltanto sette giornate, ma ci sono anche altre panchine che rischiano fortemente. Ma chi è saldo allora? Conte, nonostante le due sconfitte consecutive, e il buon Sarri. Non certo Ancelotti che è l’epicentro della critica locale, nazionale ed internazionale”.

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Francesco Sinatti, ex preparatore atletico Napoli: “Mertens è un professionista, è in grado di lavorare in un certo modo e giocare ad altissimi livelli. Non ha mai subito grossi infortuni, quindi la sua carriera è allungata. E’ sempre stato molto attendo a tutto, riusciva a prevenire gli infortuni. Quello che sarà il futuro, è difficile da prevedere, ma i requisiti per avere più di una stagione importante davanti ci sono. Non basta più avere un fisico importante, bisogna avere conoscenze. Dries si interrogava sempre su quello che faceva. Mertens più dirigente o allenatore? Non saprei, fin quando c’ero io, era concentrato sul suo ruolo da calciatore. E’ un giocatore molto esplosivo ma che riesce anche a recuperare in fretta dai suoi scatti: tutto dipende dall’applicazione in allenamento. Champions a Sarri? Non lo so, ha le carte in regola per fare bene fino in fondo. Credo arriverà molto lontano”.

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Carlo Laudisa, la Gazzetta: “Non credo all’ipotesi Allegri. Il presidente ed Ancelotti hanno sicuramente pareri diversi, ma dire che il tecnico scricchioli è esagerato. Logicamente tutto dipenderà dai risultati. Vedo un percorso di confronto, com’è giusto che sia. Lozano? Non credo sia il pomo della discordia. Il ragazzo ha qualità, la scelta è stata ponderata e condivisa. Ancelotti deve metterlo nelle giuste condizioni ma spetta anche a Lozano dare qualcosa in più. Chiaramente ha caratteristiche simili ad Insigne, ma quando è stato comprato, questa situazione era prevista. Il Napoli non può fare a meno di nessuno dei due, deve essere bravo l’allenatore. Ancelotti sa sfruttare il potenziale della propria squadra, ma c’è un però: i risultati. L’anno scorso era una stagione di prova. Potrebbe essere lo stesso Ancelotti a cercare esperienze diverse, ma qui stiamo facendo un viaggio nel futuro. Il Napoli ha comunque battuto il Liverpool, fondamentale per la qualificazione, mentre i punti persi in campionato lasciano il tempo che trovano. Il mister ha tutto per guidare la macchina al meglio. Non vedo crisi, credo semplicemente che Ancelotti non sia legato al Napoli solo per una questione contrattuale”.

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Alessandro Casaglia, match analyst: “Ho più volte pensato che il 433 non risolvesse i problemi del Napoli ma che potesse essere lo schieramento adatto per valorizzare le qualità dei singoli. Partivo dal presupposto che, avendo Zielinski e Fabian, prototipi degli interni di centrocampo ideale, si potesse giocare in quel modo. Il Napoli rischia di sprecare, o aver già sprecato, il vantaggio dell’anno scorso nel concludere il campionato con cinque o sei giornate di anticipo. Lì ha fatto alcuni esperimenti che probabilmente non hanno dato i risultati attesi. Premesso che il modulo scelto sarà comunque atto a mettere in luce le caratteristiche dei singoli, credo che il Napoli abbia una rosa talmente ampia e ricca di talento che poi alla fine qualcuno sarà sacrificato: se si valorizza Insigne, si depaupera il valore di Mertens e così via. La scelta del modulo e dell’atteggiamento deve essere definitiva a questo punto della stagione, non c’è più spazio per i tentativi anche perchè il ritardo dalle prime due posizioni comincia ad essere rilevante e può diventare un problema alla lunga”.

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