SERIE A: i presidenti in guerra contro il governo, per le restrizioni negli stadi, minacciano lo sciopero

Ieri si sono riuniti quasi tutti i presidenti delle società di serie A; mancavano all’appello, per impegni precedenti,  soltanto i patron di Roma e Bologna. Il tema del summit è stato  la crisi del calcio italiano e le possibili soluzioni per tentare una pronta  risalita dopo un anno e mezzo di mancati introiti ai botteghini. Promotore della riunione il presidente del Napoli  Aurelio De Laurentiis, il quale come già accennato nella  conferenza stampa del 30 giugno, ha ribadito che  il governo non ha mai  fatto nulla per il calcio, malgrado sia una delle più grandi aziende del nostro paese, grazie ai tanti miliardi che muove ed ai posti di lavoro per migliaia di persone che crea,  Dunque guerra contro il governo e profonde lamentale sull’operato del premier Draghi e del suo predecessore, colpevoli  di non aver fatto nulla per venire incontro a quest’azienda, procurando invece ingenti  danni economici che stanno portando il calcio sull’orlo del baratro.  Aspettando l’assemblea di Lega in programma domani, i plenipotenziari di serie A stanno programmando un incontro con gli esponenti del governo al fine di  accelerare il rientro delle tifoserie negli stadi, aprendo a tutti coloro i quali siano in possesso di un green pass vaccinale. Ma i club non vogliono solo un’apertura al 25%, bensì un’apertura totale degli impianti senza restrizioni della capienza. Qualora tale richiesta non fosse presa in considerazione, come sembra, tutti  i presidenti di massima serie sarebbero pronti a scioperare ritardando di fatto l’inizio della prossima stagione calcistica che dovrebbe partire  il prossimo 22 agosto. Naturalmente continuare a non vedere introiti nelle casse sociali dei club sarebbe disastroso, quindi si chiede che gli impianti vengano al più presto riaperti nella loro totalità e non al 25% come si vocifera. Un pò come ha sta per accadere in Inghilterra dove il primo ministro  Boris Johnson ha ufficializzato che dal 19 luglio. nonostante la diffusione della variante delta,  tutto tornerà alla normalità; niente più restrizioni di sorta. abolizione della mascherina all’interno e all’aperto. e riapertura di cinema, teatri, piscine e quant’altro perchè il Regno Unito deve risollevarsi, pur convivendo con questo maledetto virus. Basti pensare che per la partita di stasera tra Italia e Spagna a Wembley ci saranno circa 50mila spettatori con biglietti che partono da 80 euro. Mentre per la finale dell’11 luglio di Euro 2020,  si pensa di arrivare fino a 65 mila spettatori. Chi la spunterà? A mio modesto avviso Draghi e company resteranno sordi alle giuste richieste della società calcistiche.

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