EDITORIALE DEL LUNEDI’: il Napoli torna in Paradiso dopo essere passato per l’Inferno

Continua la marcia inarrestabile del Napoli di Spalletti, che ieri, al Maradona, davanti a 35 mila spettatori, è tornato in Paradiso, sorpassando il Milan, dopo essere passato per l’Inferno. Una vittoria, contro il Torino, arrivata solo sul tramonto della gara in virtù dell’ennesima rete del suo bomber nigeriano, alzatosi tre metri da terra per depositare, di testa, il pallone alle spalle del portiere granata, mandando in visibilio il pubblico sugli spalti. Dicevo in precedenza che il Napoli prima di tornare in Paradiso era passato per l’Inferno ed è proprio così, poiché la partita sembrava stregata, prima il rigore sbagliato da Insigne, poi la rete annullata a Di Lorenzo per un fuorigioco di millimetri, quindi il palo pieno colpito da Lozano. Insomma tante di quegli episodi negativi che avrebbero sconfortato qualsiasi squadra, invece è venuto fuori il carattere e la voglia matta di centrare l’ottavo sigillo di questo campionato, cosicchè la squadra è riuscita, finalmente, a trovare la via della rete con un’azione da antologia. Si tratta di un vero e proprio segnale verso la antagoniste che questo Napoli ha inviato; i partenopei non hanno alcuna intenzione di mollare la presa. Certo è ancora presto per dire l’ultima parola ma i presupposti per andare lontano ci sono tutti. Quando una formazione ottiene i tre punti in una partita “sporca” come quella con i granata di Juric, autori di un’ottima prestazione, vuol dire che è una grande squadra. In altri anni non sarebbe mai riuscita a venirne a capo. Oltre al match winner, a cui va un otto, meritano un sette pieno Ospina, il quale ha confermato il momento di forma strepitoso con una paratona su tiro ravvicinato di Brekalo, Di Lorenzo, protagonista nell’azione del penalty e autore della rete annullata, nonchè autore di una eccellente gara, Rrahmani, rivelatosi  eccezionale sulle palle alte e molto  attento nelle chiusure, Koulibaly, ancora una prestazione da incorniciare, nella quale ha avviato l’azione che ha, poi portato alla rete vincente. In ombra, invece, i vari Zielinsky, Politano ed Insigne, tutti meritevoli solo di un cinque. Il polacco non è ancora tornato il giocatore che conoscevamo, l’ex interista ha commesso numerosi errori in avanti ed ha perduto due palle che potevano diventare velenose. Per finire, il capitano ha iniziato bene ma poi c’è stato il bruttissimo tiro dal dischetto che lo ha letteralmente innervosito, mandandolo in tilt. Forse non è sereno, la sua situazione contrattuale influisce non poco sulla mente del giocatore. Si tratta del terzo rigore sbagliato su cinque e questo non è da lui. Che dire di Spalletti che ha eguagliato il record del suo corregionale Sarri; un vero maestro di calcio che ha inculcato ai suoi ragazzi la mentalità vincente. Ha sorpreso la sua scelta di schierare Ospina in luogo di Meret che tutti si attendevano titolare, tuttavia, ancora una volta, ha avuto ragione lui.  Sette più che meritato.

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