Gli interventi di Paolo Bargiggia e Mauro Bergonzi a “1 Football Club”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto il giornalista Paolo Bargiggia. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

“E’ stato un turno di campionato interessantissimo, anche se non va di pari passo con lo stato politico del calcio italiano. Dopo le dimissioni del Presidente, Lotito ha ricominciato la guerra contro Gravina e si parla di un politico, sarebbe la fine in quel caso”.
Su Mourinho e le polemiche per il gol annullato di Zaniolo
“Quando la Roma non vince, il ritornello è lo stesso: qualsiasi vicenda arbitrale – anche se da regolamento è esatta – lui trova il modo di giustificare le lacune della sua squadra e del suo gioco. Non sono riusciti a battere il Genoa all’Olimpico, sono tornati nella mediocrità. Il gol di Zaniolo annullato dal VAR per il pestone di Abraham ha portato Mourinho a dire che se il fallo lo avesse fatto Ibrahimovic, Chiellini o Lautaro Martinez il VAR non sarebbe intervenuto. Bisognerebbe sanzionare ogni volta che vengano fatte dichiarazioni del genere. Lui la passa sempre liscia, incendia la piazza, fa il capo-popolo, ma rimane la squadra che gioca male. E’ lampante che ci sia una spirale subdola perché più attacca il Palazzo e più viene bastonato. Un altro come lui è Gasperini”.
Se la Roma è veramente penalizzata dal Palazzo
“Ci sono stati degli episodi, ma poi bisognerebbe fare una relazione su quali sono stati i favori e quali no. In qualche partita sì, ma nel caso di Zaniolo dopo l’intervento del VAR il fallo di Abraham è nettissimo. Fallo è fallo, non capisco perché Mourinho debba valutare le chiavi di lettura del VAR. Secondo me c’è un problema a livello istituzionale, perché non possono non sanzionare gli addetti ai lavori che fanno delle dichiarazioni del genere, anche quando hanno nettamente torto come nel caso di Mourinho di sabato. Lasciano passare tutto, ma dovrebbe essere l’AIA a rivolgersi a Gravina per essere tutelati al fine di prendere dei provvedimenti. Questo crea il Far West. Non penso che uno showman come lui possa fare bene, stiamo vivendo una situazione delicata in Federazione e la possibilità di non arrivare in Qatar potrebbe portare le dimissioni di Gravina. Lui non ne ha minimamente l’idea, Lotito ha messo Brandini in Lega, un suo fedelissimo, che ha portato le dimissioni di Dal Pino”.
Sul derby tra Inter e Milan
“E’ stata una bella partita dove per 70′ non pensavamo che l’Inter avrebbe potuto perderla. Lo ha fatto perché Pioli è stato più bravo di Inzaghi con i cambi. Il tecnico nerazzurro ha fatto dei cambi conservativi che con il senno del poi sono incomprensibili, mettendo Vidal, Dimarco e Sanchez: due ex giocatori secondo me. Pioli è stato più bravo nella lettura dei cambi, rimediando agli errori di inizio match con Kessié falso trequartista a schermare Brozovic che invece se lo è portato in giro per il campo. Poi ha cambiato marcia, anche se ha vinto perché Maignan è stato più bravo di Handanovic. Improvvisamente il Milan si è trovato un centravanti che funzionava come Giroud, mentre l’Inter aveva Dzeko con le polveri bagnate. L’Inter secondo me è ancora la favorita per lo Scudetto, ma se perde a Napoli può venire risucchiata”.
Sulla prima partita decisa in negativo da Inzaghi
“Forse era convinto che già l’avesse portata a casa, forse è stato pigro nel difendere negli ultimi minuti il risultato. Gli ha detto male, ma è vero che l’Inter nelle ultime cinque gare ha mascherato un certo rallentamento nei numeri. Vero che hanno il miglior attacco del torneo, ma nelle ultime 5 Lautaro e Sanchez è rimasto a secco, mentre Dzeko ha segnato solo al Verona. Ha sofferto con il Venezia, poi pareggio con l’Atalanta e successo al 120′ con la Juve. Un segnale di fisiologico rallentamento c’è, ma anche se non è un campanello d’allarme contro il Napoli è fondamentale”.
Sulla partita della Fiorentina contro la Lazio
“Hanno giocato come nelle giornate peggiori della squadra allenata da Italiano che non conosce pareggio. O fa gol o ne prende, secondo me essere orfani di Vlahovic è una cosa molto pesante. Cabral buttato in campo così non ha avuto l’impatto avuto dal serbo alla Juventus. C’è da aspettare, ma è stata una brutta sconfitta: aveva già preso 4 gol dal Torino, è una squadra altalenante. E’ stato furbo Sarri a gestire la situazione della Lazio, perché fa lo scontento sul mercato e quindi cavalca il malumore dei tifosi e si crea degli alibi se le cose non vanno bene, pur vincendo una buona partita. La Fiorentina è in un momento delicato, perché riprendersi da questa operazione scioccante di Vlahovic non è facile e dovranno essere bravi”.
Su Osimhen e la vittoria del Napoli
“Il Napoli con lui in campo ha una media di 2.75 a partita, quasi solo vittorie. E’ un generoso, ogni volta che gioca fa gol. Il timore ragionato del Napoli di riuscire a tamponare le assenze della Coppa d’Africa è stato superato agevolmente. Lui non c’è andato e lui ha dato subito un contributo appena è stato messo in campo. Sabato se Koulibaly se la sente di giocare partirà dall’inizio, Anguissa forse inizierà a partita in corso. I segnali sono questi, ricordiamoci che erano arrivate delle proposte per Osimhen dal Newcastle, ma il Napoli non ha voluto portare avanti la trattativa.
Il Napoli comunque è la seconda miglior difesa d’Europa, in Italia è primo per possesso palla e la squadra che subisce meno occasioni da gol. Va fatto un grande elogio a Spalletti, faccio mea culpa perché dopo l’esperienza all’Inter ed i due anni di fermo pensavo si fosse arrugginito ed invece è tornato con una voglia di migliorarsi ed apprendere e quindi per uno della sua età è veramente lodevole. Questo non si riscontra in Allegri ad esempio, che è tornato involuto. Spalletti si crea ora meno alibi e quindi trasmette sensazioni diverse alla squadra”.
Sulla vittoria del Cagliari sull’Atalanta e la corsa Champions
“E’ il massimo della bellezza di un campionato incerto. Sembra ci siano degli scricchiolii, forse il ciclo di Gasperini è arrivato alla fine. Sono contento per Mazzarri invece, ha avuto un approccio scioccante al Cagliari perché prima della sosta sembrava che i giocatori non lo seguissero. Anche dalle dichiarazioni sembra che non ci fosse il rispetto dei ruoli tra calciatore e allenatore ed il riferimento potrebbe essere ai partenti, come Caceres. La vittoria del Cagliari ha smosso anche la lotta salvezza, diventa interessante ora. Per la Champions, invece, penso che la Juve arrivi al quarto posto e forse anche un po’ più in alto, ma non penso, ad oggi, che possa vincere lo Scudetto. Dovrebbe vincerle tutte e gli altri dovrebbero rallentare tanto”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’ex arbitro, Mauro Bergonzi. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Sulle decisioni arbitrali di questo weekend
“La mia figura è per difendere i miei ex colleghi, ma nell’ultimo turno mi hanno fatto arrabbiare. E’ l’atteggiamento dei fischietti di alcuni arbitri, poco concentrati e poco vogliosi di dirigere una partita: puoi essere il più bravo di tutti, ma se scendi in campo e non accendi il cervello puoi fare delle brutte prestazioni”.
Su Roma-Genoa e le polemiche del gol annullato a Zaniolo
“E’ stato messo in croce non tanto il direttore di gara ma il VAR, Luigi Nasca. Era sempre il VAR di Atalanta-Roma dove i bergamaschi si arrabbiarono per il gol di Palomino e poi la Roma vinse. Fu quasi sospeso perché non seguì il protocollo alla lettera, anche se aveva azzeccato l’annullamento del gol. Il VAR stavolta ha applicato alla lettera il protocollo, perché il fallo di Abraham è oggettivo, step on foot, che io chiamo un ‘super pestone’ che va sanzionato. Come fa l’arbitro però a non vederlo? Sono falli visibilissimi dal campo. Devi vederlo, non puoi permetterti di perdere un episodio del genere al 90′. Era a 5 metri, doveva vederlo perché è un fallo nettissimo. Posso capire il giocatore che è nervoso, non puoi espellere un calciatore che ti dice “che c#zzo hai fischiato”. Devi capire che può essere arrabbiato, tu devi andare via, prevenire la cosa. Non puoi fare il notaio in quella situazione”.
Su Rocchi designatore arbitrale
“La grandissima bravura di Rocchi – è un fuoriclasse del fischietto – lo paragono a Messi perché era istinto puro. Approcciava ogni partita al 100%, a tutti i livelli. Un po’ rivedendo le partite qualche dubbio gli può venire”.
Sul fallo di Giroud su Sanchez
“Non creiamo confusione, quella è una situazione soggettiva. Per me era fallo, lo avrei dato. In ogni momento della partita i falli hanno un peso diverso, anche se Giroud prende la palla dà comunque un colpo al collo di Sanchez, ma lo penso io. E’ una situazione soggettiva. Il VAR lì non deve intervenire, non c’è chiaro ed evidente errore, perché è una decisione dell’arbitro”.
Su Fiorentina-Lazio e l’arbitro Orsato
“Ha fischiato un calcio di rigore alla Fiorentina su Castrovilli che non è da lui. Lì è mancanza di concentrazione, era chiarissimo che è stato lui ad andare addosso a Luiz Felipe. E’ stato molto bravo il VAR Chiffi perché è intervenuto celermente e ‘contro’ Orsato, non è facile. Poi lui è stato umile perché al monitor ha tolto il rigore, ma è mancanza di concentrazione perché in quel momento non era con le antenne su”.
Sul mancato annullamento di Gaston Pereiro in Atalanta-Cagliari
“Incomprensibile non annullarlo. Non so cosa possa essere successo, al VAR c’era anche Di Bello, ma dall’immagine retro-porta il tocco con l’avambraccio è nettissimo. Se il pallone va verso il basso per forza lo ha toccato con il braccio, altrimenti sarebbe andato altrove. E’ un errore grave per me”.
Sul mancato rosso di Ebuhe su Mertens
“Nasca è stato molto bravo in questo weekend ed era al VAR anche in Venezia-Napoli. Mariani, l’arbitro, non è stato attento. Quell’intervento lì è sempre rosso, non puoi dare giallo. Sei scollegato e ti manca la concentrazione se non lo dai”.
Sampdoria-Sassuolo, il disastro di Maresca
“Il peggior arbitro del campionato, sul 2-0 nel primo tempo c’è un fallo su Sensi in area che viene toccato sulla gamba sinistra. Bisognava fischiare calcio di rigore, Dionisi al VAR non interviene, incomprensibile”.

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