Italia – Giacomo Raspadori è diventato, ormai, un perno fondamentale per la nazionale di Mancini

Malgrado nel Napoli Giacomo Raspadori, uno degli investimenti più costosi del mercato estivo di Giuntoli, nello scacchiere dell’Italia creato dal Ct Roberto Mancini, è ormai diventato un perno fondamentale su cui fare pieno affidamento per il futuro della nazionale. Insomma l’ex Sassuolo è una certezza, il nuovo simbolo della formazione azzurra, che domenica sarà impegnata nella seconda amichevole, a Vienna, contro l’Austria. La dimostrazione si è avuta, a Tirana nel primo match con l’Albania, vinto per3 a 1, grazie anche alla straordinaria prestazione di Raspadori e pure degli altri due ” napoletani” Di Lorenzo, autore del gol del momentaneo pari e Meret, il quale ha effettuato un paio di parate difficili. L’allenatore marchigiano lo ha impiegato gradatamente nel gruppo ed oggi è titolare inamovibile. Nel marzo del 2023, quando la nazionale comincerà il girone di qualificazione ad Euro 2014, si ripartirà proprio dal gioiellino del Napoli. Del resto, Mancini predilige convocare giovani e promettenti talenti del calcio italiano; non a caso,  in poco più di quattro anni, ha fatto debuttare con l’Italia 54 nuovi calciatori, in 56 partite. A Tirana, per esempio c’è stato spazio per   Fagioli, Pinamonti e Pafundi. Contro gli austriaci, molto probabilmente, sarà la volta di  Parisi e  Miretti che potranno giocare uno spezzone di partita. In definitiva il mister azzurro ha emulato Arrigo Sacchi che fece  esordire 53 calciatori in altrettante presenze sulla panchina italiana.

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