EDITORIALE DEL LUNEDI’- Azzurri, missione compiuta, ora l’obiettivo è mantenere la piazza d’onore, per la quale manca 1 punto

Editoriale del Lunedì.  Ieri, il Napoli ha portato a temine la missione qualificazione Champions League, grazie al successo rotondo sotto la Torre pendente, obiettivo minimo della società partenopea, per quanto riguarda questo campionato in cui la squadra di Conte è stata falcidiata da tantissimi infortuni, peraltro di lunga degenza. Pertanto, più di raggiungere la massima competizione continentale, gli azzurri non potevano fare. Ricordiamo, altresì ch in quest’annata il Napoli ha depositato in bacheca la Supercoppa italiana, trofeo prestigioso da non sottovalutare. Adesso, bisogna conquistare la seconda posizione nell’ultima giornata, a Fuorigrotta,  contro l’Udinese, Occorre un solo punto per respingere l’assalto del Milan. Basta, infatti un pareggio, domenica prossima, con i friulani ma il pubblico napoletano  si attende un successo per chiudere in bellezza una stagione, nella quale il Diavolo ci ha messo lo zampino. Per tanti motivi, non è stata una stagione esaltante, soprattutto in ambito europeo, dove, inutile nasconderlo, è stato un vero fallimento. Classificarsi trentesimi su 36 squadre in lizza, ahimè, risulta alquanto difficile da mandare giù e le assenze per infortuni non possono essere un alibi valido, dal momento che sono passate ai playoff della manifestazione, formazioni nettamente più deboli., come per esempio quella cipriota del Pafos. In virtù di questo scatafascio europeo mi sento di dare al Napoli sotanto un 6 e mezzo, pure se in verità, per diversi turni di serie A, gli azzurri hanno guidato la classifica, o occupato stabilmente il secondo posto, coltivando malgrado tutto, la speranza di lottare fino alle battute finali, coni nerazzurri.  La differenza l’ha fatta, tuttavia  la maggiore profondità della rosa dei nerazzurri e qualche sconfitta  di troppo dei partenopei, nelle fasi cruciali della stagione. Le responsabilità vanno suddivise tra i giocatori, l’allenatore e preparatore atletico. Ha ripetuto la grande stagione dello scudetto, il centrocampista scozzese Scott Mc Tominay, ieri ancora a segno, a Pisa con il gol che ha sbloccato la gara. Con 43 presenze stagionali e 14 reti, l’ex United  ha associato quantità e qualità con estrema continuità, ergendosi nuovamente come uno dei punti di riferimento insostituibili dell’undici di Conte. La rosa, sebbene di grande di qualità, viceversa, non si è rivelata all’altezza delle ambizioni del tecnico, inoltre  il peso degli impegni troppo ravvicinati in campionato, Champions e Coppa Italia non è stato sopportato a dovere. Antonio  Conte ha dovuto lavorare, cambiando modulo e in particolare sulla compattezza difensiva per ovviare alle avversità. Difesa, tuttavia che ha subito molti più gol rispetto all’anno scorso in cui si dimostrò la migliore dei cinque campionati maggiori con solo 27 reti al passivo. Chi ha deluso, a mio avviso è stato il belga Kevin De Bruyne, al quale vanno concesse  delle attenuanti, per il lungo infortunio. Tuttavia, non l’ho mai  visto entrare negli schemi di Conte. Con l’approdo in Champions,  De Laurentiis potrà contare una settantina di milioni che faranno molto comodo alle casse sociali, nel prossimo mercato estivo, che, però, subirà un forte ridimensionamento nelle uscite. Si interverrà con oculatezza, puntando su giocatori non ancora esplosi ma che promettono tanto e che non hanno ingaggi stratosferici. Il progetto del club azzurro è chiarissimo, bisogna soltanto sapere se il tecnico salentino avrà le stesse vedute, dunque, il futuro di Conte è ancora tutto da scoprire., ma non è escluso, a priori, che l’allenatore leccese non resti sulla panchina azzurra, anche perchè c’è un altro anno di contratto  e può anche darsi che sia un prolungamento.

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