Salvatore Carmando: “Andrò alla tomba di Maradona. Ecco cosa mi disse prima di Inghilterra-Argentina”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Salvatore Carmando: “Ero lì per Argentina-Inghilterra del 1986, trascorsi due mesi in Messico. Maradona me lo disse prima della partita, farò uno dei gol più belli della vita. Ma non sapevo. Il gol con la mano? Nono, l’ha fatto con la testa. Non è vero che l’ha fatto con la mano (ride ndr). Il 28 ottobre andrò in Argentina grazie a Zeus per omaggiare la tomba di Diego. Parlare di Diego è come parlare di Dio. Era corretto, amava molto i tifosi del Napoli. Se stava a Napoli non moriva mai. La cosa più bella era il Natale, andava a Pompei per regalare doni ai bambini. È stato un grande uomo, non aveva niente, dalla fame diventi uomo. Prima di diventare Diego Armando Maradona chi era? A 10 anni iniziò a palleggiare, ma ce l’aveva già nel sangue. Mi raccontava sempre che la mamma l’ha aiutato tantissimo. Cosa significa vivere da argentino la partita contro l’Inghilterra? Sono cose argentine, non entro in merito. Il 31 luglio sarò alla Rotonda Diaz? Grazie ai tifosi, sarò con loro per festeggiare i 100 anni del Napoli. Mi vengono i brividi quando sento il coro “Il bacio di Carmando a Maradona”. I tifosi del Napoli sono meravigliosi. Tengono gli attributi”.
Marco Ciriello: “Allegri meno emozionato di Conte. De Bruyne può essere risorsa per il Napoli”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Marco Ciriello: “Nella conferenza di presentazione, Conte era molto contratto, poi si sciolse. Allegri era meno emozionato secondo me. La parte più importante? Tutti parlano di tutto oggi, facile giudicare chi perde. Mi è piaciuto molto il suo equilibrio, viene a rilanciarsi a Napoli. Ha una squadra da riorganizzare. Conte invece doveva creare il fondo. Mi è piaciuto molto il suo voler guardare prima la rosa prima di giudicare. Allegri vuole restituire gli Scudetti tolti al Napoli? Ha risposto con molta ironia. De Laurentiis ha messo un po’ di pressione sulla Champions. Allegri ha una dimestichezza di Mondo diversa da quella di Conte. Allegri sa vivere e ama vivere fuori dal campo. Conte però non ha avuto a che fare con Berlusconi. Il Cavaliere e De Laurentiis hanno due caratteri simili. Se parliamo del rapporto, Conte ha saputo gestire il carattere di De Laurentiis. Lukaku e De Bruyne? Secondo me KDB continuerà, ma Lukaku non lo so. Sarà forse il Napoli a non volerlo. Però pensiamo a Modric, allenato da Allegri. Il mister come Mazzone sa che ci sono giocatori che valgono più degli altri. De Bruyne può diventare una vera risorsa per il Napoli. Io spero che resti”
Gianni Improta: “Allegri ha riconosciuto una cosa di questo Napoli. Vinicio è stato tutto per me, vi spiego”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Gianni Improta: “Impressioni su Allegri? È stato sintetico in conferenza, pragmatico, come il personaggio. Mi è piaciuto. Ha riconosciuto l’organico importante del Napoli e si renderà conto man mano da vicino. Io ho tanta fiducia in Allegri. È un vincente. Sono stato da Vinicio. Gli ho ricordato che quando ero dodicenne sapevo dove abitasse. Dopo la scuola correvo per andare da lui, perché si allenava al Vomero. Sapeva della mia abitudine, mi salutava sempre con un sorriso smagliante. Vinicio per me è stato tutto della storia del calcio Napoli. Quando diventò allenatore, non poté trattenermi in rosa perché Ferlaino già aveva una trattativa avviata. Ma mi volle subito quando tornò sulla panchina del Napoli. Fui il suo primo acquisto. Favasuli? Mi piaceva molto Liberali dal Catanzaro. Chi scova questi calciatori importanti è Ciro Polito, con cui ho lavorato insieme e ho vinto insieme. È un competente. Favasuli può ben figurare in Serie A. Qualche altro anno in Serie B a livelli grossi, poi si può portare a Napoli. Manna ha tanto da lavorare, non è semplice di parlare di arrivi. Se ci vediamo il 31 luglio alla festa del centenario? Sono stato convocato dagli ultras per il 31 luglio, ci divertiremo. Sarò un Ultrà. Il Napoli è l’amore di tutti”
Giovanni Scotto: “Allegri non si tira mai indietro. Ha anche ammesso un fallimento!”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Giovanni Scotto: “Cosa mi ha colpito della conferenza di Allegri? Mi ha colpito la location della conferenza. Sono state fatte tante domande ad Allegri. Ho un brutto difetto, io seguo tutte le conferenze. E Allegri è tra i miei preferiti. Risponde a tutte le domande e non si tira mai indietro. Ma non dice nulla. Non mette elementi suggestivi in ciò che dice. Questo suo modo semplice di rispondere, fa parte della sua filosofia. Crede in quello che dice e ha anche le spalle larghe. Ha elogiato più volte il lavoro di Conte. Ha anche ammesso il fallimento con il Milan. Si è anche emozionato, per motivi personali. Alla presentazione con il Milan era molto più spavaldo. Ha detto una cosa importante: deve restituire qualcosa. Sa cos’è il calcio Napoli. Il cazzeggio creativo l’ha creato Allegri, concedere momenti leggeri e di pausa, non prendersi troppo sul serio. Mancava un po’ di leggerezza nel Napoli dell’anno scorso? Non amo fare i paragoni, Conte a modo suo fuori dal campo sapeva esprimere leggerezza con i tifosi. Con i calciatori, da quello che ci è arrivato, era di un Conte sergente e severo. Ma è riuscito a costruire rapporti umani con i giocatori”
Enzo Bucchioni: “Francia, da rivoluzione a involuzione! Deschamps presuntuoso. Allegri straordinario in una risposta”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Enzo Bucchioni: “La conferenza di Allegri? È proprio questo. Il personaggio è quello che sa tenere la scena, è stato bravissimo al Teatro San Carlo. Poi l’apice l’ha raggiunto sugli Scudetti vinti con la Juventus. Era lui ad averli “rubati”. È stato straordinario nella risposta. E anche intellettualmente onesto, perché il Napoli l’aveva vinti sul campo quegli Scudetti con Sarri. Maldini e Leonardo? Mi è piaciuta questa scelta della FIGC. Leonardo conosce benissimo il calcio italiano. Maldini ha vinto da calciatore, ha vinto con il Milan anche da dirigente. Siamo a livelli altissimi. Non tutti gli ex calciatori sono portati a diventare dirigenti. Si è portato Leonardo con il quale ha piena sintonia. Mi sembra una coppia che sulla carta è quella giusta. Vedremo cosa faranno, perché questo è uno dei grandi temi. La scelta del CT? È venuto fuori il nome di Guardiola, chi non lo prenderebbe. Fece anche una scelta contro tendente quando andò a giocare a Brescia per giocare con Baggio. L’ultimo nome fatto è Pirlo. Ho delle perplessità. Ma siccome ci sono Leonardo e Maldini, conoscono il calcio, vorrà dire che avranno fatto delle analisi. Ci fidiamo di Maldini, lasciamolo lavorare. Io avrei preso Conte. Ma ci vuole più coraggio. Francia? Si è passati dalla Rivoluzione all’involuzione. Una squadra presuntuosa, a partire dall’allenatore. La Spagna chiudeva linee di passaggio, non lasciava spazio ai quattro attaccanti. Deschamps ha fatto un errore clamoroso. L’avversario va studiato. La Francia era più forte sulla carta, ma non si vince a prescindere. Digne messo a marcare Yamal…Senza raddoppi, senza protezione, fuori Kone…La Spagna è una squadra vera. Tutti si aiutano, hanno un unico obiettivo. Senza prime donne, anche con Yamal che per infortunio è stato un giocatore normale. Ha subito solo un gol finora. La squadra è solida, può anche vincere il Mondiale. Inghilterra-Argentina la vedo più equilibrata. Gli inglesi hanno dimostrato solidità”
Mario Fabbroni: “La Spagna è squadra, la Francia è come i Globetrotters del calcio”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Mario Fabbroni: “La Spagna è la squadra più squadra dei Mondiali, per insieme di giocatori talentuosi e giocatori di fatica. La Francia invece è una squadra molto particolare da vedere, ma si è squagliata. La Francia ha tanti talenti, è una sorta di globetrotters del calcio. Inghilterra-Argentina? Gli inglesi sono temibili. Arrivano abbastanza bene a questo appuntamento. È una partita non partita. La conferenza di Allegri? Qualcosa l’ha detta. Ha detto che voleva vincere qualcosa nell’anno del centenario. In grande spolvero De Laurentiis. Per me è molto meglio che Allegri sappia già che allena una squadra in una città che non ha altre squadre. Una città che diventa Meridione, Continente. E la squadra ha già vinto. Il confronto è immediato con il passato di Conte. Il Napoli parte con ostacoli alti. Le prime giornate sono molto determinanti, daranno subito cosa sarà questa squadra. Quando gli ostacoli sono alti e sono importanti, lì viene fuori il meglio”
RADIO NAPOLI CENTRALE