Duvan Zapara, l’alter ego del Pipita segna come il titolare e Rafa se lo tiene stretto

Napoli-Sassuolo Zapata esulta 2La Roma aveva un centravanti di scorta, Destro, e lo ha ceduto al Milan. Il Napoli si è tenuto stretto Zapata, nonostante le lusinghe di almeno sei squadre di ogni angolo del globo, e ieri ha dimezzato il distacco dai giallorossi. Si spiega anche così la rincorsa Champions del club azzurro, lungimirante nel trattenere Duvan e ripagato ieri dalla grande prestazione del colombiano in luogo dello squalificato Higuain. «Conosco il mio ruolo — ha detto Zapata — e quando sono chiamato in causa mi faccio trovare pronto. Sono contento del gol, ma soprattutto di una vittoria molto importante per il nostro cammino. L’ obiettivo è il secondo posto. Per superare la Roma dobbiamo continuare a giocare così».
CONSIGLIO PREZIOSO Zapata ha una media gol da far invidia ai migliori bomber del campionato (una rete ogni 81 minuti in Serie A). Se il Napoli non dipende da Higuain (senza l’argentino cinque vittorie e due pareggi tra lo scorso campionato e quello attuale) è anche per merito dell’ex centravanti dell’Estudiantes, consigliato a Benitez dal suo ex vice Pellegrino, che lo allenava in Argentina. Su Zapata aveva puntato forte lo scorso anno Bigon, pronto a soffiarlo proprio al Sassuolo, che aveva già un accordo con uno degli agenti del giocatore.
DOPPIA CIFRA Ieri Duvan ha fatto valere la sua migliore qualità: la progressione. Di forza ha vinto un rimpallo con Bianco e poi ha scaricato alle spalle di Consigli il suo settimo gol stagionale, il quinto in campionato. Così, è arrivato in doppia cifra in Serie A (furono cinque i centri anche lo scorso anno). Con il gol ha un grande feeling, ma ieri si è riscoperto anche uomo assist. Suo il pallone per il raddoppio di Hamsik, un appoggio tutto sommato facile ma che dimostra come i piedi di questo gigante non siano affatto di argilla, anzi.
PASTA DI CAPITANO L’intesa tra Zapata e Hamsik non è una novità assoluta. Già contro Udinese (in Coppa Italia) e Slovan Bratislava (Europa League, al San Paolo), due dei sette gol stagionali dello slovacco, in campo c’era il colombiano, che rispetto a Higuain dà più profondità e lascia a Marek maggiori spazi per i suoi inserimenti. Il capitano così è tornato coraggioso e si è confermato ragazzo sensibile. L’abbraccio con Insigne dopo il gol è un bel gesto, ma anche un invito a Lorenzo a tornare in fretta. Per continuare la rincorsa alla Roma ci sarà bisogno anche di lui.

La Gazzetta dello Sport

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