Lazio, Marchetti stringe per il rientro: ma Strakosha ora dà garanzie

Lazio, Marchetti stringe per il rientro: ma Strakosha ora dà garanzieFederico Marchetti (agf) ROMA – Se è vero che gli esami non finiscono mai, per quelli di idoneità sportiva c’è sempre tempo. Anche a ottobre e sebbene non si tratti di uno svincolato appena tesserato. In clinica Paideia si rivede infatti Alvaro Gonzalez, il ‘Tata’ rimasto finora fuori dai radar della prima squadra. Tra i giocatori impegnati con le rispettive Nazionali e quelli bloccati in infermeria, Simone Inzaghi sta lavorando in questi giorni a Formello a ranghi ridottissimi. Ecco allora che, per rimpolpare il gruppo, sono stati integrati (almeno temporaneamente) i vari Morrison, Tounkara, Minala. E appunto Gonzalez, che insieme a loro si era allenato negli ultimi tempi con la Primavera. Il centrocampista uruguaiano, titolarissimo nella Lazio di qualche anno fa, ha il contratto in scadenza nel 2017 ed è in attesa di trovare una sistemazione a gennaio. Nel frattempo, a meno di clamorose sorprese, si godrà questo inatteso déjà vu con la prima squadra.
 
MARCHETTI VERSO IL RIENTRO: IL CURIOSO “DUELLO” CON STRAKOSHA – Chi invece scalpita per riprendere il proprio posto in campo è Federico Marchetti: anche il portiere veneto si è recato in Paideia per effettuare nuovi controlli al polpaccio. Il numero uno biancoceleste ha già saltato le gare contro Milan (bandiera bianca sventolata proprio nelle ore precedenti la partita), Empoli e Udinese. Già contro i bianconeri ha provato a stringere i denti e mettersi a disposizione di Inzaghi, ma la prudenza ha avuto la meglio. A conti fatti, la prestazione convincente del giovane vice Thomas Strakosha non ha fatto altro che confermare la bontà della scelta. La sosta servirà ora a Marchetti per recuperare dall’infortunio muscolare (anche nella seduta di giovedì non si è allenato, così come Basta e i lungodegenti Biglia e Bastos). In vista della ripresa del campionato (domenica 16 ottobre all’Olimpico arriva il Bologna), si preannuncia insomma una situazione paradossale solo fino a poche settimane fa, con il veterano che sarebbe chiamato a non far “rimpiangere” la matricola classe ’95.
 
KISHNA: “DEVO ANCORA ADATTARSI AL GIOCO DI INZAGHI” – Dal ritiro dell’Under 21 olandese arriva invece il piccolo “sfogo” di un altro giovanissimo della rosa laziale, Ricardo Kishna. Dopo essere partito titolare alla prima di campionato contro l’Atalanta e poi alla terza in casa del Chievo, l’ala ex Ajax ha smesso di collezionare minuti di gioco: “Ci vuole un po’ per abituarsi con un nuovo allenatore. Simone Inzaghi gioca in maniera diversa e io – ha spiegato in patria – devo ancora trovare la mia dimensione. Ho giocato molto durante la passata stagione con il vecchio allenatore, ma poi c’è stato l’infortunio e il recupero è durato parecchio. Ora però sono perfettamente in forma, sono felice di questo”.
 
BRUXELLES VESTIRÀ DI BIANCOCELESTE IL MANNEKEN-PIS – Non è dall’Olanda, ma dal Belgio che arriva infine una sorpresa speciale per la Lazio. Il prossimo 9 gennaio, giorno del 117° anniversario della nascita della Polisportiva, le istituzioni della capitale belga hanno deciso di omaggiare il sodalizio laziale: il Comune vestirà di biancoceleste il Manneken-Pis, la celebre statua bronzea del “bimbo che fà la pipì” simbolo della città. Un gesto che vuole onorare la memoria del fondatore Luigi Bigiarelli, sepolto proprio nel cimitero della vicina località di Ixelles. La Lazio sarà il primo club italiano a ricevere questo riconoscimento: oltre che alle visite di Stato, a beneficiarne in campo sportivo erano state finora solamente la Nazionale belga, l’Anderlecht e le spagnole Real Madrid, Barcellona e Athletic Bilbao.
ss lazio

serie A
Protagonisti:
Federico Marchetti

Fonte: Repubblica

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