OBIETTIVO NAPOLI – Insigne e Mertens, i gioielli azzurri, trascinano la squadra all’inseguimento del secondo posto

Passato tra gioie e dolori il ciclo terribile, la partita col Crotone ha sancito il ritorno alla”normalità” per il Napoli che, con una prestazione convincente, è riuscito a dar seguito alla sua rincorsa al secondo posto, che aveva preso vigore dopo la vittoria contro la Roma.
Il successo interno contro la formazione di Nicola ha confermato il buono stato di forma dell’undici partenopeo, ma già i tre punti conquistati contro i giallorossi ed il primo tempo della sfida interna contro il Real Madrid avevano mostrato chiari segni di ripresa della squadra, dopo le difficoltà emerse a Madrid e contro Atalanta e Juventus. La “guarigione” del Napoli è stata propiziata soprattutto dal ritorno ad una buona forma di alcune individualità, su tutti Hamsik, Insigne e Mertens. La gara contro il Crotone è stata la vetrina che ha messo in mostra in particolare i progressi di Insigne, spesso oggetto di critiche eccessive da parte di taluni tifosi. Il folletto di Frattamaggiore è stato il principale artefice del successo dei suoi, determinando insieme ad Hamsik la quasi totalità delle azioni offensive partenopee. Proprio questo dato, tuttavia, induce ad una riflessione. E’ noto che il Napoli ami sviluppare il suo gioco prevalentemente sulla fascia mancina, dove agiscono appunto Insigne, Hamsik e Ghoulam (Strinic nell’ultima partita). In alcune gare, però, questo può diventare un limite, se non si riescono a trovare anche soluzioni offensive alternative. Contro il Crotone, ad esempio, per gran parte della gara Callejòn a destra e Pavoletti al centro si sono limitati a fare da meri (teorici) finalizzatori delle trame tessute sull’out mancino. Di fatto, il Napoli ha giocato con due punte disinnescate, che offrivano scarso contributo alla creazione delle azioni d’attacco. Vien da sé che, laddove la difesa avversaria di turno riesca a trovare adeguate contromisure al celeberrimo taglio di Callejòn, imbeccato dagli assist di Insigne, gli attacchi azzurri rischierebbero di diventare monotoni. Proprio per questo, in fase di allestimento del Napoli del futuro, Sarri farebbe probabilmente bene a richiedere l’acquisto di un’alternativa al numero sette spagnolo, più abile a saltare l’uomo e a creare gioco sul lato destro, in modo da arricchire il potenziale offensivo dei suoi di una nuova arma, preziosa soprattutto nelle gare difficili da sbloccare.
Nell’arco del match contro la compagine calabrese, soprattutto nella ripresa, si è potuta, in verità, apprezzare qualche variante del gioco offensivo napoletano. Nello specifico si è rivista qualche bella verticalizzazione centrale di Jorginho (autore finalmente di una prova convincente), agevolate in particolare dall’ingresso di Mertens, che con i suoi movimenti creava maggiori spazi rispetto allo statico Pavoletti. Questo tipo di giocata, che era uno dei punti di forza del Napoli della scorsa stagione, era un po’ venuta a mancare alla squadra quest’anno, soprattutto a causa del calo delle prestazioni di Jorginho. Se il regista brasiliano dovesse ritrovare continuità di rendimento, le sue geometrie potrebbero essere un’arma preziosa per il finale di campionato.
Al di là dei gol e delle giocate di Insigne, contro il Crotone abbiamo potuto apprezzare, per l’ennesima volta, anche belle iniziative da parte di Mertens, seppur impiegato per pochi minuti. Di solito non avremmo bisogno di mettere in risalto il talento del belga, vero e proprio trascinatore degli azzurri in questa stagione; ma in una settimana in cui si è tanto parlato delle difficoltà relative al suo rinnovo contrattutale, forse è utile rimarcarne l’importanza. Un Napoli del futuro che possa fare a meno del “napoletanissimo” belga è impensabile. La delusione per aver dovuto dire addio ad Higuaìn è ancora ben viva nell’animo dei tifosi azzurri, per cui De Laurentiis farebbe bene a non ripetere gli errori del passato e a lasciare al suo pubblico almeno questo beniamino. Soprattutto considerando che si tratta di un ragazzo che ha sempre dimostrato un enorme attaccamento alla squadra e alla città. A differenza di altri del passato.
In chiusura le note dolenti: la fase difensiva. Contro i modesti ragazzi di Nicola non si sono subite reti, è vero, ma non sono mancate distrazioni. Tuttavia, questa volta, si è trattato di errori commessi quasi tutti da un solo elemento: Chiriches. Il rumeno è tornato titolare dopo un lungo periodo di assenza e forse avrà patito la lontananza dal rettangolo verde. I suoi numerosi errori in fase di impostazione, però, paiono un passo indietro rispetto ai grossi progressi da lui evidenziati nella prima parte di stagione. Insomma, quest’anno Sarri non riesce a trovare completa affidabilità nelle sue alternative difensive, nonostante sia Chiriches che Maksimovic e Tonelli siano elementi di buon livello sulla carta. Errori individuali quest’anno si sono avuti anche da parte di Albiol (pochi, in verità) e (soprattutto) Koulibaly, a dimostrazione di una vulnerabilità complessiva del pacchetto difensivo centrale in merito alla quale Sarri dovrà alla fine fornire spiegazione, chiarendo quanto in essa abbiano inciso pecche dei singoli e quanto invece una deficitaria attitudine difensiva di tutta la squadra.

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