Festival di Sanremo: dallo Zecchino d’ oro a Canzonissima 

Ho invitato, Francesco Baccini,  a scrivere un articolo con me che commentasse il festival di Sanremo di quest’anno. Francesco vincitore del premio Tenco e  del Festivalbar, amico e ammirato da Fabrizio De Andrè e Gino Paoli, ha collaborato con Paolo Belli e Sergio Caputo, censurato da molti, invidiato da moltissimi perché è un talento puro. Siamo amici, Baccini grande artista, genovese, ma con Napoli nel cuore. Personaggio della canzone italiana, genio e sregolatezza, autentico e vero, passionale ed ironico come le sue canzoni. L’ho chiamato è subito ha accettato ( forse, perché ho la penna biforcuta e la lingua come lui) la mia proposta di scrivere questo articolo sul festival della musica italiana. Un festival rinnovato e modificato dal divo Claudio Baglioni. Sono solo canzonette (come cantava Edoardo Bennato) o c’è di più? Qualcosa c’è, c’è Enzo Avitabile con Servillo, c’è un testo di Lucio Dalla, conservato e spolverato da Claudio Baglioni ed affidato alle corde vocali ed all’interpretazione di Ron. C’è la moltiplicazione dei pani e dei Pooh…ma non c’è Belen Rodriguez con la farfallina!


Francesco Baccini e Carlo Ferrajuolo

 

 

 

 

 

 


Il festival negli ultimi anni aveva avuto un brusco abbassamento di età . praticamente  era diventata una succursale dei talent con età media bassissima. Esordienti promossi big in qualche settimana E qualche vecchia gloria per il pubblico più maturo. Quest’ anno la situazione si è capovolta cioè qualche giovane e la maggior parte over 60. Poche donne . Comunque come la metti la metti Sanremo scontenta sempre tutti.  “Troppi vecchi !! ” ” troppi giovani sconosciuti !!! ” ” pochi cantautori !!! ” ” troppi rapper !!! ” . 

In pratica Sanremo è lo specchio esatto della nostra politica , del nostro modo di pensare , di fare , di  incazzarci senza però poi cambiare realmente nulla. Qui non si tratta di età o di bellezza ma si parla (anche se poi è sempre un dettaglio poco importante) di musica.

 

Alla fine i nomi che girano spesso e volentieri sono sempre gli stessi . Ci sono artisti che da soli han fatto più festival che il 70 per cento degli altri artisti degli ultimi 30 anni messi insieme. Ma perché ?  Perché  questa e ‘ L ‘ Italia ormai in tutti i settori . Dipende a quale gruppo di potere appartieni . Al di là delle tue reali capacità. Questo si chiama clientelismo malattia che in Italia raggiunge il suo apice.  Baglioni ( artista Sony)  sicuramente ha preso in mano una bella patata bollente. Probabilmente anche lui ha dovuto cedere a compromessi e giochi di scuderia con L’ aggravante , essendo artista pure lui , di inimicarsi  amici e colleghi. Leggendo i nomi del cast , rispetto alle ultime edizioni la qualità e’ indubbiamente più alta  perche ‘ giustamente non poteva fare un cast ” alla Maria De Filippi ” però mi sarei aspettato un po’ più di coraggio nelle scelte ( questa e’ una mia considerazione personale). La Sony e la “friends and partners “a Sanremo hanno come minimo il 60 per cento del cast in gara a questo punto perché non cambiare nome e chiamarlo ” festival di san Sony???” . Ovviamente il pubblico di tutto ciò non Sa nulla  e  pensa sempre che la scelta sia affidata a giudizi strettamente artistici. Purtroppo non è così , e chi osa dire qualcosa del genere viene additato come ” rosicone” , termine ignobile perché denigratorio senza nessun tipo di approfondimento . L ‘ Italia crescerà quando i suoi abitanti ritorneranno a esercitare un “diritto di critica ” su basi reali  e non si accontenterà passivamente di tutto quello che passa la mensa. Dalla politica alle canzonette . Concludo facendo i miei auguri ad Enzo Avitabile che è la vera novità  del festival . Un vero leone da palcoscenico.

 

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