Atalanta-Milan, le chiavi tattiche della sfida

A soli 180 minuti dal termine del campionato, Atalanta e Milan si giocano tutta la stagione in uno scontro diretto che di fatto vale la qualificazione all’Europa League. Dopo le grandi prestazioni in Europa, per la squadra di Gasperini sarebbe la consolidazione di un progetto che non potrebbe essere più definito come sorpresa, diventando definitivamente una realtà affermata del calcio italiano. Per i rossoneri, invece, la qualificazione è un’ultima spiaggia imprescindibile, sia per legittimare il progetto tecnico di Gattuso e della società, sia per garantirsi degli introiti che, seppur minori rispetto a quelli della Champions League, possono comunque incidere sui conti della società.

Come è cambiato il Milan con Gattuso

Il Milan di Gattuso non sta vivendo il momento più brillante della propria stagione, soprattutto dopo la brutta finale di Coppa Italia contro la Juventus, che costringe adesso i rossoneri a passare per il campionato per qualificarsi all’Europa League, con un calendario tutt’altro che semplice (dopo l’Atalanta, il Milan affronterà la Fiorentina in casa).

Gattuso ha avuto l’intelligenza di introdurre il proprio sistema di gioco per gradi, partendo da un massiccio lavoro sulla condizione fisica, indicata anche dai giocatori stessi come il principale deficit della gestione Montella. Nelle prime uscite sulla panchina del Milan, Gattuso aveva innanzitutto puntato sulla stabilità, cercando prima di tutto di consolidare la difesa abbassando il baricentro per ostruire gli spazi invece che aggredire alto gli avversari. L’apprendimento dei suoi principi di gioco è stato progressivo, con il tecnico rossonero che partita dopo partita ha abbandonato l’atteggiamento di prudenza che aveva permesso ai suoi giocatori di ritrovare fiducia nei propri mezzi.

Adesso il Milan, rispetto al disastroso inizio di campionato, è sicuramente una squadra maggiormente strutturata, in grado di proporre una pressione organizzata più o meno efficace, ma anche di gestire il possesso con qualità, proponendo più varianti di gioco offensivo, sfruttando le differenti qualità dei calciatori dell’undici titolare. La qualificazione in Europa potrebbe essere quindi lo step necessario di un progetto che ha bisogno di crescere, da un punto di vista finanziario ma anche di prestigio.

I pericoli dell’Atalanta

Per provare a prevedere la possibile strategia di gara delle due squadre dobbiamo necessariamente tenere in considerazione la classifica. In uno scontro diretto di tale portata, in cui, Fiorentina permettendo, si potrebbe decidere la qualificazione all’Europa League, il Milan parte con un punto di vantaggio in classifica. Ѐ vero che in circostanze come queste, gli allenatori tendono a non fare troppi calcoli (almeno a parole), ma il Milan non vorrà certo rischiare di compromettere l’ultimo obiettivo stagionale rimasto, commettendo gli errori di un girone fa.

In questo senso, la sconfitta dell’andata potrebbe orientare le scelte di Gattuso in relazione all’approccio alla gara. L’Atalanta ha pochi pari nel nostro campionato dal punto di vista dell’intensità e il Milan è una squadra a sua volta in grado di giocare ad alto ritmo. Nelle ultime uscite, però, è sembrata in calo sotto l’aspetto fisico e la finale di Coppa Italia non ha fatto che sottrarre ulteriori energie ai calciatori rossoneri, anche a livello psicologico.

I rossoneri potrebbero dunque adottare un atteggiamento simile a quello di Milan – Lazio, in cui la squadra di Gattuso si era difesa con la palla, facendo circolare il gioco ad un ritmo più basso del solito, cercando di prendersi meno rischi possibile per evitare di innescare le micidiali transizioni della squadra di Inzaghi. C’è però da dire che in quel caso la Lazio aveva volontariamente deciso di lasciare la palla al Milan, preferendo rinunciare a pressare alto piuttosto che perdere compattezza nel 5-3-2 difensivo.

L’Atalanta, dal canto suo, deve vincere e non può permettersi un lusso di questo tipo, quindi per Gattuso l’alternativa potrebbe essere quella di difendere nella propria metà campo, minimizzando lo spazio alle spalle della propria linea difensiva per cercare di far sbilanciare i nerazzurri e colpire in contropiede. È probabile, quindi che il Milan adotterà un mix tra queste due strategie, lasciando il pallone alla squadra di Gasperini solo per alcuni tratti della gara, utilizzando il possesso come valvola di sfogo.

Gattuso, poi, dovrà trovare un modo per disordinare le asfissianti marcature a uomo dell’Atalanta, uno dei meccanismi di recupero palla e riaggressione più cari a Gasperini. La combinazione tra intensità e marcature flessibili tipica delle squadre dell’allenatore piemontese può infatti rappresentare un ostacolo difficile da superare anche per una squadra particolarmente strutturata in possesso.

Fonte: SkySport

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