Beoni: “Non c’è nesso tra l’addio di Sarri ed il mio, ho solo accettato la scelta del Napoli”

A Radio Crc nella trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Lorentino Beoni, ex allenatore del Napoli Primavera

“Nel Napoli Primavera credo di aver lasciato una mentalità di applicazione al lavoro, di grande attenzione al lavoro e alla crescita umana e professionale dei giovani.

Gaetano e Mezzoni sono due profili interessanti e il Napoli li ha scelti per portarli in ritiro perché hanno potenzialità, ma ce ne sono anche altri validi. I ragazzi hanno i loro tempi che sono differenti per ognuno, ma è bello che i giovani possano essere utili alla società.

Sarri non l’ho sentito, a fine anno ci siamo salutati. Credo che negli anni abbia dimostrato il suo valore e le sue capacità. Dopo Napoli credo sia pronto a tutto perché esprime un calcio importante e
appetito da ogni palato ed ha l’esperienza e le capacità per migliorarsi e fare bene anche in Premier, se il suo futuro sarà lì. Ogni allenatore lascia un’impronta anche mentale, di applicazione, di sacrificio al lavoro e Sarri ha lasciato molto agli atleti azzurri e Ancelotti potrà usufruire della mentalità lasciata da Sarri.

Se c’è un nesso tra l’addio di Sarri ed il mio? Bisogna chiederlo a chi ha fatto le scelte. So che ho dato il massimo e accetto ogni decisione perché questo è il calcio e non mi stupisco, so bene come funzionano certi meccanismi. Non ho nessuna clausola e anzi, spero di allenare presto perché è la mia vita ed il mio mestiere. Il fatto che conosca Sarri da 30 anni non vuol dire che io debba lavorare con lui: Maurizio farà le sue valutazioni e non so neppure dove andrà ad allenare.

Leandrinho l’ho vissuto solo parzialmente, è stato con noi 5/6 partite e non l’ho allenato settimanalmente. Credo abbia qualità, ma soffriva per il poco impiego.

Se c’è rammarico per come si è conclusa l’esperienza a Napoli? No, vado avanti tranquillo. Mi sono trovato bene e non ho rimpianti e neppure astio perché l’ambiente mi ha accolto benissimo, lo staff mi
ha sempre affiancato e sono contentissimo della mia esperienza. Poi è chiaro che quando inizi un lavoro pensi di proseguirlo e non nego di averlo pensato, ma nel calcio si vive oggi e non domani”.

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