AMARCORD – Napoli-Juventus, la sfida delle sfide!

rossi krolLa Juventus arriva domenica al San Paolo e niente può cambiare questa realtà: è e sarà sempre questa la sfida attesa tutto l’anno. Indipendentemente da quelli che sono gli obiettivi delle due compagini e l’atmosfera è rimasta questa anche quando il match si è giocato in Serie B.

L’ultima sfida si è disputata lo scorso 30 marzo: 2-0, un gol per tempo, Callejon e Mertens. La Juve in calzoncini neri (odiati dai tifosi perché forieri di sventura) fu dominata dall’inizio alla fine. Al 37° Callejon deviò da distanza ravvicinata un cross di Insigne siglando così il vantaggio precedentemente annullato ad Hamsik per posizione irregolare. All’81° Mertens, entrato al posto dello slovacco, si liberò della guardia di Marchisio e con un diagonale fulminò Buffon. Reina non ebbe particolari preoccupazioni, per i bianconeri solo una rovesciata di Osvaldo sopra la traversa ed una simulazione a Vidal per una caduta in area.

Nel 2011 l’incontro ebbe vita travagliata: in programma il 6 novembre, fu rinviato a causa di un’ondata di maltempo che rese inagibile lo stadio. Il club torinese accusò il Napoli di strumentalizzare per far rifiatare la squadra reduce da un impegno europeo, Tuttosport titolò la prima pagina con la scritta “O’ sole mio!” e le polemiche si trascinarono sino al 29 novembre quando le due squadre scesero in campo. Risultato finale 3-3, azzurri avanti con Hamsik che si fece perdonare un errore dal dischetto, raddoppio di Pandev al 40°. Matri dimezzò lo svantaggio al 3° del secondo tempo, ancora Pandev, prima del 3-2 di Estigarribia e del definitivo 3-3 di Pepe ad undici minuti dalla fine.

Grazie ad una punizione di Maradona, il 3 novembre 1985, il Napoli sconfisse la Juve dopo dodici anni (14 ottobre 1973, 2-0, doppietta di Cané) e fu come vincere lo scudetto.  Battere la Juve è una rivalsa doppia perché, oltre ad esorcizzare i problemi della città, si sconfiggono i potenti del nord Italia senza però considerare che i torinesi veraci tifano per lo più Torino, mentre la Juventus è più cara agli immigrati provenienti da tutta Italia, Napoli compresa.

Quella vittoria ruppe un tabù e l’anno successivo arrivò un altro successo: Napoli-Juventus 2-1, Renica, Serena, Romano. Va aggiunto che all’andata il Napoli aveva battuto in rimonta 3-1 la Juve anche al Comunale di Torino come non gli accadeva da trentadue anni. Un’altra vittoria nel dicembre 1987, 2-1, De Napoli, Cabrini, Maradona su rigore prima dell’inatteso tonfo per 2-4 giunto il 1°aprile 1989: vantaggio azzurro di De Napoli al 5°, pareggio bianconero tre minuti dopo con Napoli. Vantaggio di Buso al 31°, pari di Careca al 49° quindi di nuovo Buso e Magrin a spianare la strada al successo juventino.

Nel 1990, anno del secondo scudetto, il Napoli colse una netta vittoria: 3-1 con gara già chiusa dopo mezz’ora: Maradona, 13° e 28°, accorciò le distanze De Agostini prima del gol di Francini. Una rete a testa nel 1991, quella azzurra fu marcata da Andrea Silenzi.

Con la fine dell’era Maradona arrivarono i tempi grami e negli anni ’90 contro i bianconeri furono raccolti quattro pareggi e quattro sconfitte.

Il 1° ottobre 2000 il neo promosso Napoli ospitò la Juventus per la prima di campionato. L’Undici di Zeman chiuse sull’1-0 45 minuti giocati con straordinaria intensità. Alla fine però prevalse il maggior tasso tecnico dei bianconeri e Kovacevic e Del Piero vanificarono il vantaggio di Stellone.

Poi la B dove pure Napoli-Juventus si incontrarono il 4 novembre 2006 finendo 1-1, reti di Del Piero e Bogliacino. Una nuova affermazione del Napoli arriverà con il 3-1 del 28 ottobre 2007. Quindi alte due vittore in rimonta: 2-1, Amauri, Hamsik, Lavezzi, nell’ottobre 2008 e 3-1, Chiellini, Hamsik, Quagliarella, Lavezzi, nel marzo 2010. Tutto ciò prima del solare 3-0 con cui Cavani scolorì la Zebra la sera del 9 gennaio 2011.

Il 1° marzo 2013, 1-1. Juve in maglia nera e Chiellini improvvisandosi attaccante, al 10° con un colpo di testa portò in vantaggio i bianconeri, Inler riequilibrò l’incontro al 43° con un tiro dalla distanza leggermente deviato da Bonucci dopo che Vucinic, solo davanti a De Sanctis, si era divorato il raddoppio.

Antonio Gagliardi

 

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