Gli interventi di Massimo Bagatti, Francesco Flachi e Emiliano Viviano a “1 Football CLub”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Massimo Bagatti, allenatore del Carpi. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

La Primavera non è più un campionato formativo?
“Sono d’accordo, i campionati adulti sono più formativi. Noi in Italia arriviamo sempre in ritardo rispetto ad altre nazioni”.
Come si può definire agonistico un calcio Primavera?
“Questa è la cultura dell’Italia che deve cambiare e migliorare, dobbiamo dare fiducia a giovani. Devono confrontarsi con i grandi, perderebbero meno tempo e crescerebbero più in fretta”.
Sull’operazione Zanoli fatta da Giuntoli
“Lo stimo, è bravo. Se Zanoli è a Napoli anche per merito suo”.
Sul paragone di Zanoli con Maldini
“È un paragone grande. Stiamo parlando di uno dei più forti giocatori italiani. Zanoli avevo già visto che aveva strapotere fisico, forza nelle gambe, non c’entrava nulla con il campionato che stava facendo, doveva andare in Serie A. La sua freddezza gli ha permesso di andare in Serie A. Ha un motore importante, aumenta sempre velocità, ha una corsa non facile da trovare. È uno dei più veloci giocatori della Serie A in progressione, è devastante”.
La Serie A gli appartiene?
“Sì, è la sua categoria, sicuramente”.
Zanoli può essere il possibile erede di Di Lorenzo?
“Se il mister gli ha dato questa fiducia vuol dire che è un giocatore pronto per essere anche un titolare. Arriverà nella prossima stagione con un altro anno di esperienza in Serie A”.
Nella sua carriera ha avuto altri calciatori che poi sono andati in Serie A?
“No, però giocatori che ci sono andati vicini come Luppi che vinse la Serie B a Verona”.
Gli obiettivi del Carpi
“Questa è una squadra che ha iniziato molto tardi. Ora stiamo risalendo e cercheremo di entrare nei playoff per giocarci tutte le nostre chances. Sarebbe il massimo obiettivo, che coronerebbe l’impegno del presidente attuale del Carpi”.
In Lega Pro rivedi la critica che ci siano troppi stranieri?
“Sì. Io non sono contrario, ma sono contrario agli stranieri che sono del livello degli italiani. Lo straniero è giusto prenderlo quando è al livello di un italiano”.
In Serie A qual è il collega che ha avuto il maggior impatto?
“Pioli e Spalletti sono quelli che hanno fatto il lavoro maggiore, ma in Serie A sono tutti navigati e bravi”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Francesco Flachi, ex attaccante di Sampdoria e Fiorentina. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Quanto ti fa soffrire vedere la Sampdoria così in basso?
“Dispiace, perché a livello di giocatori sono messi bene. Non tutte le annate sono uguali, l’anno scorso hanno fatto un buonissimo campionato. Per arrivare in zone europee bisogna spendere, altrimenti si fa un po’ fatica. Si cerca sempre di vincere un campionato non retrocedendo. Penso che dall’ottavo posto in giù siano risultati importanti. Dispiace per la Samp ed anche per le altre”.
La vicenda societaria ha inciso nella Sampdoria?
“A livello di società penso che non ci siano stati problemi, forse solo a livello di immagine. Dopo quella situazione la Sampdoria ha cambiato allenatore, ha preso Sensi, Giovinco e Conti che possono dare una grande mano. Se il Genoa avesse vinto sarebbe stata una situazione peggiore. Ha ancora dei margini per salvarsi. Inoltre vedendo le partite di Venezia e Genoa, loro sì che fanno un po’ fatica. La prima ha perso un po’ di entusiasmo per rimanere in Serie A, la seconda ha un calendario difficile. Non sarà facile”.
Ci stiamo avviando verso la fine dei presidenti “alla Moratti”? Ci saranno più cordate internazionali?
“Sì, piano piano sì. Dispiace perché si perde l’italianità. L’ultima è stata l’Atalanta, che ha stravolto il calcio, facendo un buon mercato e facendo rimanere a bocca aperta per il progetto che ha avuto. Siamo anche fuori dai Mondiali per il secondo anno. Ci deve essere una rinascita dal basso per tornare in alto. Ci sono sempre meno giocatori italiani che giocano, pochi giovani che hanno spazio nelle prime squadre. Se non si riesce a fare un cambiamento la situazione non migliora. Siamo sempre alle solite anche dopo l’Europeo. Se esce un giovane italiano, invece di farlo giocare, si riparte dai giocatori stranieri, anche per avere questioni di plusvalenze. In primavera c’è il 60% di stranieri, si fa fatica a fare emergere i nostri giocatori”.
Qual è la soluzione?
“Mettere un numero minimo di italiani. Anche per dare dei soldi alle società dilettantistiche per far crescere questi giovani. Nel calcio bisogna far stare chi ha una base importante per far crescere”.
Su Commisso e Italiano
“Commisso è così, ha una passione immensa. Mi ha fatto una bellissima impressione segue il settore giovanile, vede le partite. Questo è il suo modo di essere, anche se deve stare attento a non esagerare, altrimenti se ne approfittano. Veniva dal calcio americano, ha dovuto imparare a capire il calcio italiano e l’ha fatto molto velocemente. Non ha stravolto niente, la Fiorentina era già una buona squadra. Con l’arrivo di Italiano ha portato gioco, identità, i giocatori si sono compattati e stanno risaltando al meglio le caratteristiche. Non è la stessa del girone d’andata. Ora senza Vlahovic, ha perso qualcosa, non è cinica, gli manca solo questo. Piatek non è Vlahovic. Ci sono situazioni in cui bisogna portargli la palla. Cabral non è una prima punta, e Italiano è stato bravo a trovare altre soluzioni con gli inserimenti di Torreira. Ora si è sbloccato anche Gonzalez. Questa è una squadra fastidiosa per tutte le squadre da qui alla fine. Può creare problemi”.
Sul Napoli: quali sono le insidie della Fiorentina?
“La Fiorentina è difficile, è diventata esperta anche nella gestione della partita. Sono compatti, ha l’ossatura importante. Non sarà facile. Penso che il Napoli in questo momento abbia dato un’impronta importante anche mentalmente per le squadre avversarie. Vincere a Bergamo ti fa capire che il Napoli può ambire alla vittoria del campionato. Hanno affrontato i problemi e le assenze. Spalletti è stato bravissimo. Questa squadra ha sempre l’impronta di Sarri, ma ora Luciano ha portato esperienza, sicurezza per vincere qualcosa. A Bergamo è stato un impatto importante. Senza Osimhen ha giocato Mertens che ha fatto una grande partita. Spero che possa vincerlo il Napoli, anche per quel che si è visto durante il campionato. Penso sia giusto che lo vincano loro, perché giocano meglio”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Emiliano Viviano, portiere del Fatih Karagümrük ed ex, fra le tante, di Fiorentina, Sampdoria e Bologna. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Come va con il Karagümrük?
“Abbastanza bene, siamo a metà classifica”.
Perché il calcio italiano negli ultimi anni è caduto in basso?
“Più che altro ha perso il confronto con la Premier League per un miliardo di motivi: lì ci sono grandi investitori e una super potenza economica. Non è tanto il campionato ad aver perso ma per via di tutti i problemi, che nascondiamo dietro un dito. L’Europeo l’ha nascosto. C’è da costruire qualcosa di più. Sono d’accordo con Sarri. Lui parla delle strutture, non del gioco. Vi assicuro che il calcio italiano è difficile, forse il più difficile. Se guardi una partita al Bentegodi, allo Stadio dell’Empoli o dello Spezia, così come al San Paolo, poi li confronti con le strutture della Bundesliga…c’è differenza. Di questo non se ne parla, ma è questo su cui l’Inghilterra e la Germania lavorano da anni. I risultati nascondono la polvere sotto il tappeto. Noi abbiamo una maniera di giocare, una tenacia, che portano i risultati. La Spagna è ripartita dai giovani, che vengono fuori dai settori giovanili che sono preparati. Dovremo avere il coraggio di farlo in Italia”.
Quali sono le insidie che italiano nasconderà a Spalletti domenica?
“Innanzitutto dico che il Napoli ha fatto la partita che doveva fare con l’Atalanta. Forse potrebbe essere una partita simile. La Fiorentinagioca con intensità. Sarà una partita eccezionale”.
Sulla difesa del Napoli: conta ancora avere la migliore difesa per vincere in Serie A?
“Dipende anche che difesa hai. Non si può dire però che il Napoli sia una squadra difensiva. Dipende in che maniera difendi. Koulibaly per esempio “fa paura” quando gioca. Il Napoli difende con la palla, è una squadra che spesso viene tenuta troppo fuori dalla corsa Scudetto. Ha ottime possibilità”.
Koulibaly è il difensore più forte della Serie A?
“Koulibaly è uno dei due tre difensori più forti sicuramente. Ora è tornato a livelli stratosferici. Anche Chiellini e de Ligt sono fortissimi”.
Preferisci Ospina o Meret?
“A me Meret piace moltissimo. Io ho consigliato Meret alla Fiorentina. Capisco però perché gioca Ospina. È bravo a impostare da dietro, ha esperienza, ha grande tempo, mentre Meret non ha tanta continuità”.
Ritornerai in Italia?
“Vorrei restare qui. Anche se ci sono un po’ di problematiche generali per via dei diritti tv, vedremo”.
Sulla Guerra: in Turchia come la vivete?
“Qui è tutto a posto”.

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